Orche monitorate da trasmettitori satellitari

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Per monitorare il lungo percorso lungo il pack delle orche, dall’Antartide fino in Nuova Zelanda, sono stati applicati a dieci esemplari dei trasmettitori satellitari.  

Per capire gli spostamenti delle orche, dalla base italiana in Antartide verso la Nuova Zelanda, dieci esemplari sono stati marcati con dei trasmettitori satellitari.

Questo tracking satellitare permetterà di monitorare per la prima volta i movimenti a medio-lungo termine delle orche e quindi di capire il loro comportamento in immersione e le loro abitudini alimentari.

Finora le rotte delle orche erano sconosciute: studiare i loro spostamenti è però di fondamentale importanza ecco perché è stato avviato uno studio sul ruolo trofico dell'orca nell'ecosistema antartico.

Lo studio condotto dall'Ispra, in collaborazione con l'Istituto Tethys, si svolge nell'ambito del Programma nazionale di ricerche in Antartide (Pnra) ed è partito dalla base italiana in Antartide “Mario Zucchelli” tra il ghiacciaio Campbell e Cape Washington

I ricercatori, usando i dati sulle orche raccolti durante la campagna del 2004, hanno analizzato il bordo del pack per localizzare i gruppi di esemplari e, una volta avvistati, hanno iniziato a filmarli studiandone il comportamento, la dimensione del gruppo e le classi di età.

In un secondo momento, tenendo conto delle condizioni del pack, si è proceduto ad atterrare su una zona vicina al loro passaggio, per identificarli fotograficamente e a effettuare un prelievo di biopsia cutanea utile alle analisi genetiche e tossicologiche e quindi per applicare i trasmettitori satellitari.

Otto esemplari, appartenenti al primo gruppo di orche monitorate, sono rimaste per più di una settimana a poche miglia dalla base italiana per il silverfish cioè la principale preda di questo genere di orche, conosciute con il nome di orca di tipo C o del Mare di Ross.

Si presume quindi che le orche, prima di intraprendere il lungo viaggio verso nord, abbiano qui fatto scorte alimentari: infatti, dopo la sosta nella baia Terranova, le orche si sono mosse in direzione della Nuova Zelanda e, dopo averla superata, si sono dirette verso latitudini più basse.

Foto © haraldkeppeler - Fotolia.com

Collaborazioni internazionali

Lo studio sulle orche, che vede anche una collaborazione con ricercatori americani del Noaa (National oceanic and atmospheric administration), si inserisce in un programma di ricerca sui cetacei nei mari antartici (Sorp- Southern ocean research program) nell'ambito dell'International whaling commission (Iwc).
 

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