Come programmare un viaggio all’estero con cani, gatti e altri animali

Guida Guida

Un utile guida per capire come è meglio muoversi quando si intende programmare un viaggio all'estero con cani, gatti e altri animali.

Se la programmazione è d’obbligo per i proprietari di animali che intendono viaggiare per l’Italia, lo è a maggior ragione per quelli che pensano di andare all’estero portandosi dietro il proprio amico a quattro zampe.

Ogni Paese ha infatti le sue regole per l’accesso degli animali domestici e per mettersi in regola ci sono in generale tempi piuttosto lunghi. I due mesi di anticipo per iniziare a informarsi di chi rimarrà entro i confini nazionali potrebbero insomma non bastare.

Vediamo dunque cosa di deve fare a seconda della meta prescelta.

Viaggi in UE

Per gli spostamenti di cani, gatti e furetti accompagnati dal loro proprietario o da una persona che ne assume le responsabilità per conto del proprietario durante il viaggio tra gli Stati membri dell’Unione Europea, è necessario essere in possesso di uno specifico passaporto individuale rilasciato dai servizi veterinari dell'azienda sanitaria locale, su richiesta del proprietario, ma solo se l’animale è regolarmente iscritto all'anagrafe canina (non solo di cani ma anche di gatti e furetti) ed è in regola anche con la vaccinazione antirabbica.

Si consiglia di contattare il Consolato in Italia delle Nazioni dove si ha intenzione di andare per avere informazioni sugli obblighi sanitari richiesti poiché alcuni paesi UE hanno regole particolari.

L’Ufficio Consolare del Paese membro verso il quale si desidera andare deve essere contattato anche da chi intendesse viaggiare con il proprio animale da compagnia di età inferiore ai 3 mesi e quindi non vaccinato nei confronti della rabbia, per assicurarsi se il Paese di destinazione consenta l’introduzione nel proprio territorio di cani, gatti e furetti in questa particolare condizione.

Viaggi in Gran Bretagna, Irlanda, Svezia e Malta

I cani e i gatti movimentati al seguito dei viaggiatori verso uno di questi Paesi devono essere muniti del passaporto comunitario e identificati esclusivamente tramite un microchip (chi ha un animale iscritto all’anagrafe col solo tatuaggio dovrà quindi provvedere a farlo mettere).

Nel passaporto dell’animale deve essere attestata, da parte del veterinario ufficiale o autorizzato dall’Autorità competente, l’esecuzione:

  • dei trattamenti antiparassitari effettuati prima del viaggio nei confronti delle zecche e dell’echinococco secondo le modalità individuate dalle rispettive norme nazionali dei Paesi di destinazione, e attestati dal veterinario privato;
  • della vaccinazione nei confronti della rabbia o di una nuova vaccinazione in corso di validità;
  • della titolazione (esame del sangue) con esiti favorevoli (titolo pari o superiore a 0,5 UI/ml), degli anticorpi neutralizzanti nei confronti del virus della rabbia presso un Laboratorio riconosciuto dalla Commissione europea (per visualizzare l’elenco aggiornato si veda a questo link http://ec.europa.eu/food/animal/liveanimals/pets/approval_en.htm).

A questo proposito si precisa che:
Il campione di sangue per l’esecuzione della titolazione deve essere prelevato dall’animale, da parte di un veterinario, circa 30 giorni dopo la vaccinazione e almeno 6 mesi prima della movimentazione verso il Regno Unito e l’Irlanda e 120 giorni dopo la vaccinazione per l’introduzione in Svezia. Va quindi da sé che in questi Paesi non è possibile introdurre cani e gatti di età inferiore ai 3 mesi.

La titolazione degli anticorpi non va rinnovata per gli animali che, dopo la titolazione, siano stati regolarmente rivaccinati senza interruzione del protocollo di vaccinazione prescritto dal laboratorio di fabbricazione.

Per gli animali d’affezione che si attengono a questo schema che prende il nome di Pet Travel Scheme (PETS) non è più necessaria la quarantena per entrare nel Regno Unit.

In particolare, per chi viaggia in Gran Bretagna, VisitBritain, l'Ente Nazionale Britannico per il Turismo ha messo a disposizione una guida ufficiale per tutti i viaggiatori italiani che intendono viaggiare nel Regno Unito con il proprio amico a quattro zampe.

Viaggi in Paesi Terzi

Le condizioni sanitarie per le introduzioni di animali al seguito in Paesi Terzi (cioè non facenti parte dell’Unione Europea) sono stabilite dal Paese stesso, pertanto, è necessario contattare la relativa ambasciata in Italia o direttamente l’Autorità del Paese verso cui si intende andare.

Tenete però presente che in alcuni Paesi terzi ci sono leggi molto severe alcune delle quali prevedono la quarantena in una struttura sanitaria dell’animale che quindi viene separato dal proprio padrone anche per lunghi periodi. È quindi consigliabile cominciare a informarsi con molto anticipo o addirittura valutare se non sia il caso di lasciarlo presso pensioni o conoscenti in Italia.

Foto © Natallia Vintsik - Fotolia.com

Attenzione ai furetti

Chi possiede un furetto deve considerare che vaccinazioni di solito solo "consigliate" dal veterinario potrebbero diventare "obbligatorie" per poterli portare in alcune regioni o strutture pubbliche. Chiedete sempre prima di organizzare il viaggio precisando che avete un furetto.

Per essere sempre aggiornato sugli ultimi contenuti di DeAbyDay, clicca sulla nostra Homepage!
Animali e cuccioli
SEGUICI