Come capire se agli animali domestici serve uno “psicologo”

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Anche gli animali si stressano, si deprimono, si angosciano. E finiscono dallo psicologo, cioè dal veterinario comportamentalista. Ecco come capire quando  rivolgersi a una figura professionale per i problemi comportamentali dei propri animali.

Il veterinario comportamentalista è una figura professionale che sempre più spesso affianca i clinici nella cura degli animali domestici. E che sempre più spesso i proprietari si sentono proporre come soluzione ai guai compiuti dal loro animale.

I cani e i gatti sono i pet che hanno più bisogno di un comportamentalista: a dirlo sono i risultati ottenuti da chi ha dovuto affrontare l’esperienza con questa figura professionale.

C'è il cane che si fa prendere da attacchi isterici ogni volta che i suoi proprietari provano ad uscire di casa, il gatto con atteggiamenti distruttivi ma solo verso gli oggetti del nuovo fidanzato della proprietaria, il pappagallo che si strappa le penne e il coniglio nano che mangia per disperazione.

Nell'85-90% dei casi si tratta di cani e gatti con disturbi comportamentali di tipo aggressivo o distruttivo, ma non mancano anche altri pet con stereotipie o comportamenti autolesionistici.

Questa discrepanza è dovuta probabilmente a due ordini di fattori:

  • cani e gatti sono i pet più diffusi nelle famiglie italiane
  • cani e gatti vivono più liberi e a contatto con noi e ci è quindi più facile capire se hanno un problema comportamentale perché influisce più direttamente sulla nostra vita

I problemi comportamentali, come quelli di salute, non si risolvono da soli.

Se non si interviene il prima possibile con la diagnosi e il trattamento giusto possono solo peggiorare.

Ecco dunque quali sono i comportamenti che sarebbe meglio sottoporre all’attenzione del nostro veterinario o di un comportamentista.

1) Mancato apprendimento delle regole

Nonostante i nostri sforzi educativi il nostro animale non riesce ad acquisire le regole minime indispensabili alla vita insieme (sporcare fuori o nei luoghi adatti, usare collare e guinzaglio, ecc.).

Spesso si tratta di un problema di metodo e bisogna quindi ripartire da capo con l’aiuto di un esperto.

2) Comportamenti indesiderati

Sono quelli tipici per la specie a cui appartiene il nostro pet ma che possono risultare fastidiosi per la vita insieme come i vocalizzi e le marcature urinarie.

A volte siamo noi ad avere pretese eccessive nei confronti dell’animale. In questo caso un esperto può aiutarci a ridimensionarle o a trovare il giusto compromesso tra le esigenze etologiche dell’animale e quelle della vita insieme.

3) Difficoltà nei rapporti sociali con gli umani e con i suoi simili

L’animale dimostra di non riuscire a rispettare l’autorità dei proprietari e/o di non sapersi rapportare ad altri animali o ai suoi simili.

Dipende spesso da una mancanza di regole che non permette all’animale di capire bene come sono le gerarchie in famiglia.

Un animale che non riconosce il suo proprietario come figura di riferimento è anche un animale che si sente insicuro e può diventare aggressivo non solo con il proprietario ma anche con gli altri.

L’esperto, in questo caso, aiuterà a ristabilire la comunicazione corretta tra animale e proprietario e ridare all’animale la sicurezza di cui ha bisogno anche in contesti extrafamiliari.

4) L’animale fa quel che vuole

L’animale dimostra di aver appreso quanto insegnato ma non sempre lo rispetta.

Può dipendere dal fatto che le regole non siano state insegnate e messe in chiaro fin da subito o dal fatto che non le si è fatte rispettare in modo univoco, per cui anche l’animale si sente autorizzato a rispondere correttamente solo se ne ha voglia. 

Si tratta quindi di ricominciare dall’inizio adottando un metodo più coerente.

5) Comportamenti anomali

Compaiono più o meno all’improvviso e possono essere la spia sia di malattie organiche che di problemi psichici (ansie, fobie, stereotipie, ecc.).

Fanno parte di questo gruppo anche il grattamento o il leccamento continuo di una parte o di tutto il corpo che arrivano a ledere i tessuti.

In questo caso è d’obbligo una visita con un medico veterinario che escluda prima la presenza di un’origine organica del problema.

Photo © CALLALLOO CANDCY - Fotolia.com

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