In India aumentano i rifugi per mucche in pensione

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In India le mucche sono considerate animali sacri: gli esemplari senza padrone o in pessime condizioni di salute vengono ospitati in appositi centri. 

Chi ha visitato l’India sa che per le strade le mucche girano liberamente tra le auto e spesso dormono in mezzo alla strada bloccando il traffico.

Ma guai a toccarle o fare loro del male perché questi animali, per la religione indù, sono sacri e come tali vanno venerati, accuditi e protetti: si calcola che la popolazione bovina indiana rappresenta il 28% della popolazione bovina mondiale.

Anche nelle grandi città come Nuova Delhi o Mumbai le mucche girano libere e indisturbate, purtroppo però questi animali sono spesso molto denutrite e si cibano di quello che trovano per strada come carta e spazzatura.

Quando le mucche diventano anziane nessuno le abbatte ma vengono ricoverate in speciali rifugi dove vengono ospitati anche animali malati, senza latte o senza padrone: si tratta dei Gaushala, luoghi dove il bestiame viene accudito fino alla fine: “gau“ significa mucca, e “shala” significa rifugio.

Questi ospizi per vecchie mucche nascono spontaneamente: alcuni vengono sostenuti dal governo altri resistono grazie alla benevolenza di alcuni devoti.

Questa tipologia di ricoveri è in constante aumento in tutto il Paese dove, in alcuni stati come il Maharashtra, sono state adottate rigide misure per impedire che qualcuno, poco rispettoso della dottrina induista, possa abbatterle per cibarsene.

Infatti le mucche vengono censite ed esiste una legge che impone il divieto di nutrirsi di carne bovina: se infranta questa legge impone una pena, che può arrivare fino a 5 anni di carcere e una multa salata.

Foto © Wally - Fotolia.com

Bestiame nei Gaushala

Alcuni Gaushala, gli ospizi per vecchie mucche, ospitano fino a ventimila capi.

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