Come prevenire la spina bifida e i disturbi cognitivi con l'acido folico

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L'acido folico è consigliato alle donne in età fertile, per la prevenzione della spina bifida, ma non solo: ecco cosa sapere sulla vitamina B9.

L'acido folico è una vitamina del gruppo B (B9) che si trova soprattutto nei vegetali a foglia verde, come le insalate e i cavoli, ma anche nel succo d'arancia, nel pane bianco e nei cereali arricchiti.

Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che le donne che consumano almeno 400 microgrammi (0,4 milligrammi) al giorno di acido folico, prima e durante i primi mesi di gravidanza, riducono fino al 70% il rischio che il loro bambino nasca con un difetto congenito al midollo spinale o alla colonna vertebrale. 

L'acido folico è infatti vivamente raccomandato per prevenire il rischio di spina bifida.

Un esempio tipico di malformazione in carenza di Vitamina B9 è la cosiddetta 'spina bifida', cioè una malformazione del midollo spinale all'interno della colonna vertebrale (o all'esterno) o alla scatola cranica.

È importante sottolineare però che l'assunzione di acido folico, come prevenzione di questo tipo di malformazioni, è essenziale nel primo mese di gravidanza.

Come sappiamo bene, tuttavia, durante il primo mese una donna nella maggior parte dei casi, non sa ancora di essere incinta: proprio per questo viene raccomandato che tutte le donne in età fertile assumano acido folico attraverso l'alimentazione, per essere pronte dal punto di vista fisico a sostenere una eventuale gravidanza.

L'acifo folico è uno degli elementi essenziali per la formazione e lo sviluppo del DNA ed appartiene al gruppo di elementi che hanno un ruolo determinante nello sviluppo cellulare e dei tessuti.

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In conseguenza delle evidenze scientifiche, ormai da 15 anni l'acido folico viene utilizzato come prevenzione e cura della spina bifida. 

Non solo. La novità, riguardo alle proprietà dell'acido folico, arriva di recente dai risultati di una nuova ricerca, presentati alla Conferenza Europea sulla Nutrizione, svoltasi a Madrid.

Secondo i dati di questa nuova ricerca, realizzata da un gruppo di lavoro composto da ricercatori di 20 Paesi europei, l'acido folico avrebbe un ruolo fondamentale anche nello sviluppo emotivo e cognitivo dei bambini, dopo la nascita.

La ricerca, coordinata dal Dott. Tiemeier ha dimostrato che i bambini, figli di donne che non assumono acido folico prima e durante i primi mesi della gravidanza, hanno un rischio molto alto di manifestare problemi emotivi e/o cognitivi nel corso dei primi 18 mesi di età.

Lo studio fa parte di un progetto più ampio, denominato European Commission funded Nutrimenthe Project, che ha l'obiettivo di indagare come la dieta delle donne in gravidanza, influenzi lo sviluppo cognitivo dei loro bambini, sia alla nascita, sia nel lungo periodo.

In questa ottica gli studi riguarderanno anche gli effetti dell'Omega 3, delle vitamine del gruppo B, di sali minerali come il ferro.

D'altra parte questi risultati confermano una precedente ricerca, pubblicata nei mesi scorsi dalla rivista scientifica Pediatric, che evidenziava una connessione tra la carenza di Vitamina B9 e alcune difficoltà nello sviluppo cognitivo, registrate in un gruppo di adolescenti,  oggetto di uno studio svedese.

L'acido folico si trova :

  • nel pane bianco, 
  • nei cereali arricchiti con vitamine del gruppo B, 
  • nei legumi, 
  • nelle insalate, 
  • nei cavoli, 
  • nelle verze, 
  • nel succo d'arancia, 
  • nella Papaya.


fonte originale: Alpha Galileo Foundation

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