Bambini irascibili: come gestire la rabbia nei bambini

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La rabbia è un sentimento normale nei bambini ma spesso difficile da gestire per mamma e papà: ecco allora qualche consiglio utile.

Sarà capitato a moltissimi genitori di ritrovarsi a osservare, inermi, una vera e propra esplosione di rabbia da parte del pargolo, particolarmente irascibile.

Che si tratti di una scenata a casa perché ha perso il suo gioco preferito o di una sfuriata al parco perché non vuole andare via, spesso ci si sente totalmente spiazzati oltre che in imbarazzo se il tutto avviene sotto gli occhi di altre persone.

Cosa fare allora?

La prima cosa da tenere a mente è che la rabbia è un sentimento del tutto normale.

Dopo i due anni, infatti, la rabbia è uno degli strumenti che il bambino utilizza per affermare se stesso. in qualche caso, poi, può essere un modo per esprimere il disagio causato da situazioni che non riescono a comprendere o da emozioni che non sanno gestire.

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Ad ogni modo, la regola fondamentale è quella di non cercare di reprimere la rabbia dei bambini ma piuttosto di lasciarla sfogare, aiutando eventualmente i bimbi ad incanalarla in attività "positive".


Ecco dunque qualche piccola dritta per gestire la rabbia dei bambini.

  • Niente rimproveri. Come dicevamo, la rabbia non va repressa con urla e minacce. Il rischio infatti è che il bambino si abitui a tenersi tutto dentro: un atteggiamento che, anche in età adulta, può avere conseguneze molto negative.
  • Coccolarlo. Anche se spesso non viene spontaneo farlo, il mezzo migliore per sedare la rabbia sono le coccole: un bacio o un abbraccio possono infatti essere utili a "contenere" le emozioni del bambino, calmandolo.
  • Spiegargli che la sua rabbia può essere trasferita in un gioco. Passato il momento della scenata vera e propria, si può insegnare al piccolo a riversare la sua rabbia su attività divertenti, come ad esempio, su di un disegno.
  • Dare delle regole. Può capitare che il bambino vada letteralmente in tilt e si arrabbi anche perchè ha bisogno di regole precise da rispettare e di conseguneza di confini certi entro cui muoversi. E' bene allora stabilire delle regole chiare, coerenti e che il bambino possa rispettare facilmente.
  • Rituali rassicuranti. Se la rabbia del bambino tende a esplodere in momenti particolari della giornata, può essere utile cercare di creare dei rituali rassicuranti. Se per esempio le scenate avvengono sempre di primo mattino perché non vuole vestirsi, si può pensare di creare un rituale speciale per la colazione che lo rassereni e che lo calmi.
  • Se morde. Capita a volte che la rabbia si manifesti anche attraverso gesti fisici, come quello di mordere. Se si tratta di un episodio isolato non è il caso di preoccuparsi ma se diventa un'abitudine, oltre a spiegare chiaremente al bambino che non si fa, è necessario cercare di capire cosa si nasconde dietro al suo comportamento.
  • Non lasciarlo da solo. Spesso i genitori credono che un bambino arrabbiato vada lasciato da solo, "così sbollisce la rabbia". Al contrario è bene supportare e stare vicino al bambino in modo da fargli capire che le sue emozioni vengono comprese e comunque rispettate.
  • Parlarne. Allo stesso modo, una volta passato il momento di rabbia è bene parlare con il bambino e spiegargli che può capitare di essere arrabbiati ma che può provare a esprimere quello che sente anche in altro modo.
  • Il barattolino della calma. Infine, uno strumento molto utile per tranquillizzare il piccolo dopo un episodio di rabbia, è il barattolo della calma, basato sul metodo Montessori. Facilissimo da fare anche a casa, potrà diventare un piccolo rituale per rilassarlo.

© olly - Fotolia.com

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