Allena i tuoi talenti e distinguiti dagli altri!

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Marketing al servizio della persona
Federica Gabardi

Imparare a riconoscere i propri talenti e a valorizzarli è un arte da imparare... proprio come un certo Diego Armando Maradona che seppe fare di un potenziale limite la sua carta vincente!

Riceviamo costantemente feedback e valutazioni: su come siamo vestite, come abbiamo svolto un lavoro, come abbiamo cucinato e su mille altre situazioni che ci riguardano. Molto spesso questi feedback si concentrano su ciò che manca, piuttosto su ciò che c’è: insomma c’è sempre qualcuno pronto a dirci come dovremmo essere. E questo, per esempio, pensando al lavoro, è lecito e corretto: un buon capo è in grado di individuare le nostre aree di debolezza e magari potrà aiutarci fornendoci qualche spunto sul modo per colmarle.

Starà a noi raccogliere i feedback, i suggerimenti, interiorizzarli – non è scontato avere da dentro di noi la stessa visione di chi ci guarda da fuori- tradurli in azioni e vederne i risultati

Come fare a tracciare la strada per migliorarci con una visione globale di ciò che sappiamo fare e che possa darci la carica per andare avanti?

Alessandro Chelo ne "Il Manager Mancino" (Sperling e Kupfer 2008) ci propone un diverso punto di vista in merito a come affrontare i nostri talenti e le nostre aree di miglioramento.
La teoria del manager mancino, che ad una prima lettura potrebbe sembrare banale ma non lo è per nulla, si riassume in tre mosse:

1. Riconosci i tuoi talenti – ad esempio sei una persona che ha capacità analitiche spiccate, sai fare le domande giuste per capire cosa sta determinando i risultati del lavoro?
2. Fai crescere questi talenti e coltivali per eccellere. Ad esempio verifica se ci sono teorie o esercizi di pensiero analitico che puoi adottare. Scopri se ci sono strumenti che possono aiutarti a condurre analisi sofisticate ma facilmente presentabili ad altri.
3. Lavora ai punti di debolezza affinché non costituiscano un reale freno alla tua crescita. Ad esempio se sei disordinata non lasciare che questo ti penalizzi. Puoi facilmente darti delle regole per “governarti” un po’ di più. Anche in questo caso, troverai teorie ed esercizi che fanno al caso tuo.

Non credi che questo approccio funzionerà?

Diego Armando Maradona ne è la prova e Alessandro Chielo si è ispirato a lui proprio nel dare il titolo alla teoria

Maradona era mancino. Nel 1986 in Messico ha portato l’Argentina alla vittoria ai quarti di finale dei mondiali di calcio segnando uno dei goal più belli della storia del calcio. Molto tempo prima Maradona aveva incontrato un allenatore che si rivelò speciale: Francisco Cornejo. Cornejo aveva indirizzato Maradona, consigliandogli di allenare il suo già fortissimo sinistro e di portare il destro a livello accettabili. Non possiamo sapere cosa sarebbe accaduto a Maradona se non avesse incontrato Cornejo, ma possiamo presumere che si sarebbe sentito dire diverse volte di allenare soprattutto il calcio destro perché era la sua principale area di miglioramento. Forse questo tipo di scelta lo avrebbe portato a scoraggiarsi in breve tempo.

Non restano dubbi, possiamo archiviare la tradizionale definizione di colpo mancino – per la quale si intende un’azione scorretta- e sposare quella innovativa di Chelo dando spazio al “mancino” che è in noi!

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