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"Da Hayez a Boldini": Brescia celebra la pittura italiana dell'Ottocento

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Visitabile fino all'11 giugno 2017, a Palazzo Martinengo di Brescia, la mostra "Da Hayez a Boldini. Anime e volti della pittura dell'Ottocento".  

Con oltre cento opere dei principali maestri della Scapigliatura, del Divisionismo e dei Macchiaioli, fino ad arrivare alle influenze della Belle Époque parigina, Brescia celebra la grande stagione italiana della pittura nel diciannovesimo secolo in una mostra imperdibile "Da Hayez a Boldini. Anime e volti della pittura dell'Ottocento".

Dopo il successo ottenuto dalle esposizioni “Il cibo nell’Arte dal Seicento a Warhol” e “Lo Splendore di Venezia”, Palazzo Martinengo propone fino all’11 giugno 2017 una nuova grande mostra, curata dal giovane Davide Dotti, che racconta la straordinaria stagione artistica che l’Italia visse nel corso dell’Ottocento.

I visitatori potranno ammirare i capolavori dei maggiori esponenti dell’arte del diciannovesimo secolo come Canova, Hayez, Fattori, Segantini, Pellizza da Volpedo, Morbelli, Inganni, De Nittis, Appiani e Boldini.

Ogni sala si occupa di una delle correnti che hanno caratterizzato questo secolo: il Neoclassicismo, il Romanticismo, la Scapigliatura, i Macchiaioli e il Divisionismo fino agli albori dell'Impressionismo.

Le opere esposte, provenienti in prevalenza da collezioni private, si susseguono da una sala all’altra rispettando l'ordine cronologico delle varie correnti.

Il percorso espositivo inizia con un capolavoro di Antonio Canova che incarna i canoni dell’estetica neoclassica, “Amore e Psiche”: si tratta della copia in gesso della scultura marmorea esposta al museo dell'Ermitage di San Pietroburgo.

Foto Osservatorelucano.it

Quella del maestro veneto non è l’unica opera in esposizione perché nella parete accanto al gruppo scultoreo si può ammirare anche il dipinto datato 1799, dal titolo “Le Tre Grazie”.

Si prosegue poi con la stanza dedicata al Romanticismo dove si possono ammirare alcuni capolavori di Francesco Hayez, forse il più grande pittore italiano del Risorgimento, come “Maria Stuarda sale al patibolo”.

Le sale successive sono dedicate alle opere dei Macchiaioli come i dipinti di Fattori, Lega e Signorini, e dei Divisionisti Segantini, Pellizza da Volpedo, Previati e Morbelli per concludersi con opere di Zandomeneghi, De Nittis e Boldini che rievocano il clima della Belle Époque parigina.

Foto Associazione Arnaldo da Brescia - Giovanni Boldini, “Ritratto della principessa Radzwill”

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