Sanremo 2017, ecco perché Beppe Vessicchio non partecipa al Festival

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Il celebre direttore d'orchestra, ormai diventato un'icona anche sui social, ha finalmente sciolto il silenzio sulla sua assenza sul palco dell'Ariston. 

Sanremo 2017, ecco perché Beppe Vessicchio non partecipa al Festival

Prima di ogni canzone di questo Festival di Sanremo 2017, all'annuncio di Carlo Conti o di Maria De Filippi che inizia con "Dirige l'orchestra...", tutto il pubblico a casa e in sala trattiene il fiato sperando di udire "quel" nome, il suo nome, un nome che ha fatto la storia di Sanremo. E ogni volta rimaniamo puntualmente delusi.

Stiamo parlando di Beppe Vessicchio, il direttore d'orchestra barbuto, diventato ormai un simbolo della musica e della televisione italiana.

Dopo giorni di silenzio, dopo che anche Netflix si è schierato con un hashtag dedicato al maestro - #freevessicchio - e un video ispirato alla serie "Stranger Things", proprio da Sanremo arriva la voce di Vessicchio che spiega il motivo della sua auto-esclusione.

"Non mi sento di entrare nella casa di chi si è comportato con scortesia nei miei confronti", ha dichiarato Vessicchio in una lunga intervista a "Il Fatto Quotidiano". La "scortesia" di cui il maestro parla riguarda il mancato pagamento al musicista dei diritti di master relativi alla sigla "Margherita" e ad altre melodie su supporti di sua proprietà trasmessi durante la trasmissione condotta da Antonella Clerici "La prova del cuoco".

Vessicchio si definisce garantista e crede nella buona fede altrui. Si chiede: "Sono stati forse versati erroneamente a qualcun altro? Sono rimasti nelle casse RAI? Li ha incassati RaiTrade come ha fatto con la sigla? Sono stati messi a bilancio? Questi proventi, peraltro non irrilevanti, sarebbero un diritto che spetta solo a me".

Ma il direttore d'orchestra non si è ritirato nel silenzio senza combattere. L'ultimo tentativo di ricomporre la frittata l'ha fatto venerdì scorso. "Sono andato da solo a Viale Mazzini e sono stato ricevuto cordialmente all’ufficio legale della Rai. La mia pratica esisteva! L’hanno subito trovata, segno che non l’avevano smarrita. Ho chiesto un segnale… anche flebile. Ho atteso fino a ora. Ma anche stavolta niente. Dov’è l’incaglio? Non mi resta altro che, con dispiacere, auto-oscurarmi dalle trasmissioni della tv di Stato".

Così niente Beppe Vessicchio al "Dopofestival". Niente Beppe Vessicchio a "La Vita in Diretta". Dice: "Faranno a meno di me".

In risposta, sono arrivate le dichiarazioni di Andrea Fabiano, direttore di Rai 1, sulla vicenda: "Non riguarda Sanremo, spero si possa trovare una soluzione. Lui è sempre il benvenuto nei programmi Rai".

Tuttavia i fan di Vessicchio possono ancora sperare di vederlo almeno in platea durante la serata di venerdì di Sanremo. "Se mi vorranno ancora, in nome dell’amicizia che mi lega a Carlo e Maria, accetterò di comparire venerdì in prima fila all’Ariston, dove di solito sedevo nell’attesa del mio turno, per un saluto, rigorosamente muto", ha proseguito il maestro.

Infatti Vessicchio è a Sanremo per promuovere il suo nuovo cd di composizioni da camera e l'autobiografia "La musica fa crescere i pomodori" (Rizzoli).

Proprio in questo libro, dove racconta il suo rapporto con la musica, il lavoro e - ovviamente - Sanremo, Vesicchio racconta la sua prima volta all'Ariston. Era il 1986 e lui accompagnava un certo Adelmo Fornaciari meglio noto come Zucchero, alla ricerca del successo. Lì, in quella esperienza, capì una semplice verità che - ancora oggi, evidentemente - resta valida: "Il Festival è un'animale strano". 

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