10 frasi sulla montagna

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C'è chi alla calca in spiaggia preferisce le alte vette montane, le temperature più severe e la pace delle valli: queste citazioni sono dedicate a loro.

10 frasi sulla montagna

L'edizione 2017 del Premio Strega è stata vinta da Paolo Cognetti, autore deLe otto montagne. Questo libro racconta il valore dell'amicizia e degli incontri, nonché l'amore per la montagna, che fa da contorno a un percorso di formazione del protagonista. Nel ritirare il premio, lo scrittore ha detto: “Viva la montagna!”, un'esclamazione che sottolinea quanto questo elemento ambientale, proprio come il mare per chi vi è nato vicino, possa condizionare in maniera indelebile l'esistenza, entrando quasi a far parte del Dna.

Per questo abbiamo scelto di omaggiare la montagna con 10 citazioni d'autore.

Partiamo proprio da Cognetti, citando un passaggio del suo ultimo libro in cui racconta la meraviglia della montagna mischiata all'ambiente cittadino, dove le vette, uno, proprio non se le aspetta. Ed è subito incanto.
"Poi in certi rari giorni di vento, in autunno o in primavera, in fondo ai viali di Milano comparivano le montagne. Succedeva dopo una curva, sopra un cavalcavia, all’improvviso, e gli occhi dei miei genitori, senza bisogno che uno indicasse all’altra, correvano subito lì. Le cime erano bianche, il cielo insolitamente azzurro, una sensazione di miracolo".
Paolo Cognetti, scrittore

Tuttavia la montagna ha affascinato gli scrittori di tutti i tempi: è il caso di Ruskin, che le paragona a grandi cattedrali.
"Le montagne sono le grandi cattedrali della terra, con i loro portali di roccia, i mosaici di nubi, i cori dei torrenti, gli altari di neve, le volte di porpora scintillanti di stelle".
John Ruskin, scrittore

Un altro scrittore ha intuito il potente potere demagogico della montagna, capace di insegnare qualcosa a chiunque. L'importante è saper ascoltare anche il silenzio.
"I Monti sono maestri muti e fanno discepoli silenziosi".
Johann Wolfgang von Goethe, scrittore

Corona ha fatto della montagna il suo stile e il suo vangelo. In questa frase stabilisce una verità assoluta: quella della montagna maestra di vita, superiore persino ai genitori e all'amore.
"Ma devo dire che la montagna mi ha regalato ciò che gli uomini, le donne, i genitori, non sono riusciti a darmi. Dalla montagna mi sono sentito compreso, ascoltato, degnato di attenzione. Qualche volta anche spintonato, ma sempre dopo essere stato avvertito".
Mauro Corona, scrittore

L'alpinista scrittore e fotografo Guido Rey ha individuato un altro elemento che, per chi frequenta la montagna, è essenziale: la pace. La si raggiunge attraverso il quieto riposo, ma soprattutto – quella vera e appagante – a volte viene solo dopo la fatica.
"La montagna è fatta per tutti, non solo per gli alpinisti: per coloro che desiderano riposo nella quiete come per coloro che cercano nella fatica un riposo ancora più forte".
Guido Rey, alpinista e scrittore

La montagna diventa anche un percorso di ascesa verso se stessi, un percorso che richiede solitudine e concentrazione.
"La via verso la cima è come il cammino verso se stessi, solitario".
Alessandro Gogna, alpinista

Proprio cogliendo la speculare potenza, lo scrittore William Wordsworth fa un parallelo tra le due grandi voci della Terra.
"Due voci possenti ha il mondo: la voce del mare e la voce della montagna".
William Wordsworth, scrittore

Il musicologo Mila parla invece di approcci all'alpinismo, uno in profondità e uno in estensione, e indica anche i rappresentanti di ciascun metodo.
"È noto che ci sono due maniere d’intendere e praticare l’alpinismo: in profondità e in estensione. La prima è la maniera del montanaro, della guida, che magari per tutta la vita non esce dalla sua valle, ma di quella conosce ogni anfratto, ogni piega, ogni scalino. La seconda e quella del turista all’inglese, che trascorre da una valle all’altra, ogni gruppo sfiorando rapidamente e spilluzzicando appena le mete più celebrate. Eterna e insolubile questione quale dei due metodi sia il migliore".
Massimo Mila, musicologo

Il semiologo Roland Barthes individua nella montagna uno dei mezzi per viaggiare.
"Solo la montagna, la gola, il passo e il torrente possono accedere al pantheon del viaggio, indubbiamente nella misura in cui sembrano sorreggere una morale dello sforzo e della solitudine".
Roland Barthes, semiologo

Infine, dopo aver frequentato le vette di tutto il mondo, Bonatti traccia il solco finale e definisce il monte più arduo da scalare, il più alto e sicuramente il più ambito.
"La montagna più alta rimane sempre dentro di noi".
Walter Bonatti, alpinista 

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