Toccare e non guardare

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Ad Ancona opere d'arte a portata di mano

La visita a un museo può essere a volte noiosa: si passa da una sala all’altra guardando quello che vi è esposto, a volte ci si avvicina troppo al quadro o all’oggetto con il rischio di far suonare l’allarme, per guardarlo meglio, più da vicino, perché non si può toccare nulla. E se invece ci fosse un museo tutto speciale, dove non si può ma si DEVE toccare? Un luogo dove anche i bambini non si annoiano, ma anzi si entusiasmano potendo capire meglio, e toccare con mano, la bellezza di un’opera d’arte? Questo museo esiste veramente, è il Museo Statale Tattile Omero ad Ancona.

Nacque nel non lontano 1993, con l’ispirazione dell’Unione Nazionale Ciechi, allo scopo di far avvicinare all’arte coloro che non vedono o vedono molto poco, e che di conseguenza non possono accedere, causa la loro menomazione, alle bellezze artistiche che sono state create dall’uomo nel corso dei secoli. Proprio per il suo scopo alto e importante, il museo è diventato statale nel 1999: è l’unico in Italia e uno dei pochi al mondo. Da poco il museo ha lasciato la sua vecchia sede e ha traslocato nella grande Mole Vanvitelliana, un gigantesco forte settecentesco, progettato appunto dal Vanvitelli, che si erge presso il porto di Ancona, caratterizzato dalla forma pentagonale e dai 3000 metri quadrati di superficie.

Le opere del museo sono copie in gesso o in vetroresina, o calchi di opere d’arte celeberrime sparse un po’ in tutto il mondo. I materiali utilizzati sono i più vari: terracotta, bronzo, marmo, insomma qualunque tipo di materiale che avvicini la copia il più possibile all’originale. In molti casi, comunque, non sono state rispettate le proporzioni, per dare la possibilità di una maggiore accessibilità all’opera. Per esempio, del Davide di Michelangelo esiste una riproduzione a figura intera, in gesso, che dagli oltre 4 metri dell’originale si riduce a 150 cm, mentre il particolare della testa è proposto a grandezza naturale, cioè 90 cm.

Le opere sono suddivise per generi. Una parte è dedicata all’archeologia: il periodo cronologico spazia dalla preistoria all’arte tardo-classica. Gli oggetti sono in pietra, in ceramica o metallici. Con l’aiuto del tatto i visitatori si avvicinano idealmente, e non solo, agli archeologi che hanno scoperto e poi preso in mano questi oggetti. Le chiavi di lettura proposte sono in questo caso due: da una parte si scopre come lo stesso materiale sia stato lavorato attraverso le varie epoche e come si siano sviluppate le varie tecniche, dall’altra parte, con una chiave sincronica, si può apprendere come venissero trattati i vari materiali nello stesso periodo, per esempio nella Grecia classica.

La sezione di architettura propone numerosi modelli in scala di grandi opere, come la basilica di San Pietro, la Mole vanvitelliana di Ancona, il Duomo di Firenze o il Partenone di Atene. Gli ordini architettonici vengono presentati con le colonne in stile dorico, ionico e corinzio, realizzate in scala, in modo da poter toccare senza difficoltà i capitelli per poterne capire le differenze. Il fregio del Partenone è presentato parzialmente con una copia dal vero, in gesso.

Particolarmente corposa è la parte dedicata alla scultura vera e propria: vi sono opere che coprono tutte le epoche: arte egizia, greca, romana, etrusca, romanica, gotica, rinascimentale, manierista, barocca e neoclassica. Si tratta spesso di copie o calchi, con le misure dell’originale oppure di particolari, corredate di schede esplicative. Si ha così l’emozione di poter toccare il famoso Trono Ludovisi o la Nike di Samotracia, oppure la Lupa Capitolina, come diverse formelle di portali per il romanico e il gotico. L’arte rinascimentale propone invece parecchi capolavori di Michelangelo, come la Pietà custodita a San Pietro o lo Schiavo Morente che si trova al Museo del Louvre.

Le opere del Novecento conservate al museo sono invece tutte originali. Si tratta di sculture in materiale vario, dal bronzo, al gesso al marmo i cui autori sono, fra gli altri, Umberto Mastroianni, Pietro Annigoni, Valeriano Trubbiani, De Chirico e Pomodoro. Con la nuova collocazione il museo è stato ulteriormente arricchito, non solo con nuove opere d’arte, ma sono state approntate anche nuove dotazioni tecniche e didattiche per aumentarne la funzionalità. Fino al 14 dicembre sarà possibile ammirare la mostra multisensoriale 'Passaggi', dedicata alla cultura ebraica e al pittore Marc Chagall.

www.museoomero.it

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