I tesori del cagliaritano

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Un viaggio nella città e lungo le coste più belle

Cagliari, il centro più importante della Sardegna e la sede del governo regionale, sorge adagiata sulla costa che si affaccia sul golfo degli Angeli, ampia insenatura delimitata a est dalla scogliera granitica di capo Carbonara e a ovest dalla costa di Pula. Dalla città si può godere la vista dell’estesa spiaggia del Poetto, chiusa dal promontorio di Sant’Elia, e il profilo quasi incombente delle articolate montagne di Capoterra. La città, ritenuta di origine fenicia, ma con tracce di civiltà precedenti e resti importanti della presenza romana, tra cui l’anfiteatro, si caratterizza soprattutto per l’impianto medievale del Castello, il nucleo più antico, ricostruito nel XIII secolo dai pisani che lo fortificarono con alcune torri: quella di San Pancrazio e quella dell’Elefante. In questo quartiere, ma anche in quelli di Marina, Stampace e Villanova, edificati oltre le mura a partire dal XVIII secolo, si rinvengono i principali tesori architettonici e artistici della città. Fra tutti spicca la cattedrale pisana risalente al XII-XIII secolo, con il pulpito marmoreo realizzato originariamente per il duomo di Pisa dal grande scultore del XII secolo Mastro Guglielmo. Di notevole interesse è anche il Palazzo Regio, che fu dimora dei Savoia durante le campagne napoleoniche, e la chiesa di Sant’Efisio, molto amata dai cagliaritani, nel cuore di Stampace, dove è custodita la statua del santo che, secondo la tradizione, liberò la città dalla peste nel 1652.

Alcuni luoghi sono tappe imperdibili della visita di Cagliari: l’Orto Botanico, i bastioni di Saint Remy, l’elegante via Roma con il neogotico Palazzo Comunale e la basilica di Bonaria. Si consiglia inoltre la visita al colle di San Michele, con il suo massiccio castello, al monte Urpinu e al Buon Cammino da cui si può godere la spettacolarità del golfo.

L’entroterra appare dominato dal profilo del monte Sette Fratelli e dalla consistente cinta urbana di Quartu Sant’Elena: nata come granaio della vicina Cagliari, si è molto ampliata negli ultimi decenni. Da vedere ci sono diverse chiese medievali e il Museo etnografico Sa Dom’ e Farra, che significa letteralmente ‘La casa della farina’ ed è realizzato in una tipica casa campidanese, una grande abitazione padronale che raccoglie migliaia di attrezzi della tradizione quotidiana domestica e agricola del passato. Di notevole interesse è il frigorifero a neve che funzionava grazie alla neve raccolta in Barbagia, portata a Cagliari a dorso di mulo e conservata sottoterra in grandi contenitori di paglia. Tra il centro abitato e il mare, da cui lo separa una stretta lingua di sabbia, si apre lo stagno di Quartu, con esemplari di fauna varia. Da qui si raggiunge Villasimius, rinomata località vacanziera arroccata in cima a un’altura. Il piccolo borgo si sviluppa lungo la via che scende al mare. Bellissima la strada che scende verso capo Carbonara e costeggia la piccola laguna interna affollata di fenicotteri rosa. Da Villasimius si prosegue verso nord, prendendo la litoranea per capo Ferrato, che offre al visitatore lo spettacolo di una natura incontaminata, con la bizzarra morfologia dell’isola di Serpentari e le incantevoli spiagge di Cala Pira e Sinzias.

Con l’arrivo a Costa Rei e alla località balneare di Monte Nai ha fine l’itinerario costiero: è però l’occasione di visitare la ricca pianura di Castiadas, tipica località del Sarrabus nota per la presenza di una colonia penale agricola e per il consistente numero di agriturismi.

Si può rientrare a Cagliari percorrendo una strada tortuosa ma spettacolare che, da San Priamo s’inerpica attraverso il massiccio granitico dei Sette Fratelli, seguendo per un tratto l’alveo dell’imprevedibile torrente Sa Picocca, in un alternarsi di foreste, macchia e rocce rosse naturalmente scolpite. L’occasione invita a fare una passeggiata tra i boschi di Campu Omu e per visitare il Museo del cervo sardo. Prima di attraversare le campagne di Maracalagonis, dal valico di Arcu Neridu lo scenario del golfo di Cagliari appare assai suggestivo perché visto dall’alto e in profondità.

Da Cagliari alla pianura di Castiadas.
80 km circa

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