Le Isole di Venezia

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Storia, arte e artigianato nella laguna

San Servolo, San Francesco del Deserto, San Lazzaro degli Armeni, Lazzaretto Vecchio e Nuovo, Torcello: sono nomi probabilmente sconosciuti, ma se li accostiamo a Murano e Burano allora è tutto chiaro. Siamo nella laguna di Venezia, e queste sono le isole che la popolano, insieme a decine di altre che fanno corona alla città dei dogi. Spesso con una loro vita autonoma, nel corso dei secoli hanno poi partecipato della vita di Venezia, ognuna preposta a uno scopo diverso, come se fossero succursali del loro centro. Piene di verde, costellate di conventi e fortificazioni ora in rovina, le isole raccontano di una vita comune durata secoli, quando la laguna era un corpo unico, battuto da imbarcazioni che le collegavano fra loro.

San Lazzaro degli Armeni si trova molto vicino al Lido di Venezia. Nel 1182 era rifugio per i lebbrosi, quindi, nel Settecento, divenne un importante centro per la cultura armena, con una fornita e preziosa biblioteca dove si conservano oltre 170.000 volumi. Nei pressi è il Lazzaretto Vecchio; come dice il nome, era il luogo dove venivano radunati gli appestati. Successivamente fu anche deposito militare. San Servolo si trova tra San Lorenzo e San Giorgio Maggiore: dopo avere ospitato fin dall'VIII secolo i monaci benedettini, che vi rimasero per oltre 500 anni, accolse le suore nel Seicento. Nel XVIII secolo fu adibita a ospedale psichiatrico provinciale, fino alla fine degli anni Settanta del Novecento. Oggi le grandi strutture ospitano centri congressi, una fondazione e altri centri culturali.

Spostandosi verso oriente ecco il Lazzaretto Nuovo; rifugio per gli eremiti, a partire dal 1468 fu il luogo in cui venivano bloccate le merci sospettate di portare malattie contagiose, quindi ebbe la funzione di rifugio-ospedale, come durante l'epidemia di peste del 1756. Poco distante, ma più a est, l'isola di San Francesco del Deserto, considerata fra le più belle della laguna. San Francesco vi passò nel 1220 e dopo qualche anno i frati francescani vi costruirono un convento, che fu abbandonato nel Quattrocento. Vi ritornarono nel 1858, quando gli austriaci donarono l'isola al Patriarca di Venezia. Ancora è possibile ammirare i due chiostri.

Più grandi, ancora oggi abitate e con una loro fisionomia ben definita sono le isole di Torcello, Murano e Burano. Murano è a nordest di Venezia ed è posta su cinque isole. È nota specialmente per le sue vetrerie che, attive fin dal Duecento, conobbero il periodo di massimo sviluppo e splendore nel corso del Quattrocento e del Cinquecento. Le vetrerie sono ancora in funzione; lungo il Rio dei Vetrai si alzano ancora i fumi delle fornaci, ed è possibile assistere al lavoro dei verieri e alla creazione delle loro straordinarie opere. L'isola ha il suo monumento religioso più importante nella basilica dei Santi Maria e Donato (fondata nel VII secolo e ricostruita nel 1140), che rivela influenze bizantine e del romanico lombardo. La sua originalità sta nel fatto che, al visitatore che arriva dal mare, si offre non con la facciata ma con la parte opposta; a pianta basilicale, ha infatti un'amplissima abside ottagonale, che abbraccia il complesso delle tre navate, ornata da un loggiato ad archi nella parte superiore e da un porticato cieco in quella inferiore. Il Museo dell'Arte Vetraria conserva importanti raccolte di vetri egiziani, fenici, ellenistici, ma soprattutto romani (I e II secolo), oltre a una nutrita produzione di scuola muranese, soprattutto del XV-XVI secolo.

Burano è posta su quattro isolette. Si distingue per i colori, ora tenui ora sgargianti, con i quali sono dipinte le case. Come altri centri della laguna, fu fondata dagli abitanti di Altino che erano fuggiti dai saccheggi degli Unni, nel 452. Del Cinquecento è la parrocchiale di San Martino con un caratteristico campanile pendente settecentesco. Il borgo è famoso per la lavorazione dei merletti e in particolare della trina, praticata fin dal Cinquecento; il Museo del Merletto espone pezzi datati tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, nonché alcuni rari esemplari del Settecento lavorati a fusello.

Infine Torcello. Denominata Turricellum forse perché munita di torri, dà l'impressione di un luogo appartato, marginale, bloccato nel tempo. Ci si muove fra viottoli erbosi, un canale attraversato dal ponte del Diavolo, poche e rade case, fino a giungere alla basilica dedicata a Santa Maria Assunta, fondata nel 639. Al suo interno, il tesoro degli straordinari mosaici bizantini raffiguranti un Giudizio Universale.

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