La colonia greca di Locri Epizefiri

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Un sito archeologico dedicato al culto di Zeus, Afrodite e Persefone

Il nome del sito archeologico di Locri Epizefiri non nasconde certo la sua origine: la città risale all’VIII secolo a.C., fu costruita da coloni provenienti dalla lontana regione greca della Locride a ridosso del promontorio Zephyrion; il termine Epizephyrii significa infatti ‘intorno allo Zephyrio’.

Evante, colui che guidò la spedizione dei coloni, unì in questo nome un elemento straniero e uno locale, a indicare la continuità che i coloni mantenevano con la madre patria in terra straniera.

Il sito si trova nel comune di Locri, in Calabria, presso l’attuale capo Bruzzano, un tempo capo Zefiro. La zona archeologica è situata a circa 3 chilometri dal centro abitato. Antiche leggende raccontano come i locresi godessero della protezione degli dei: durante la battaglia della Sagra, Zeus stesso e i suoi figli, i gemelli Dioscuri, intervennero per aiutare i locresi, alleati con la città di Reggio, per fermare l’avanzata di Crotone. Il culto di Zeus era quindi uno dei segni distintivi della neonata colonia.

La colonia si sviluppava all’interno di una cinta muraria, che si conserva in molte parti, oltre la quale si trovavano invece le necropoli. La rete urbana era organizzata secondo il classico modello romano a griglia. All’interno delle mura si trovavano gli edifici sacri dallo stile monumentale. Si vedono ancora oggi i gradoni della cavea del teatro del IV secolo a.C. parzialmente ricostruito in età romana.

Tra il 1999 e il 2000 scavi condotti lungo il circuito delle mura hanno portato alla luce diverse e interessanti vestigia, fra cui la porta di Afrodite, torri, canali di scolo dell’acqua e una probabile banchina portuale.

Le tracce più antiche del sito corrispondono al tempio dorico di Masarà, presso le rovine dell’antico santuario del VII secolo a.C.: la divinità venerata era probabilmente Afrodite. Qui è stato rinvenuto il gruppo marmoreo di Dioscuri a cavallo, oggi conservato presso il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. La scultura rappresenta i giovani Dioscuri che balzano dai loro cavalli per venire in aiuto dei locresi dopo aver attraversato al galoppo il mare, simboleggiato dalle figure di tritoni che sorreggono le zampe dei cavalli. Le sculture testimoniano la persistenza del ricordo di quell’evento e la perenne gratitudine dei locresi a quelle divinità protettrici. La stessa raffigurazione, ulteriore prova del significato della battaglia, è espressa in terracotta a ornare un secondo tempio: quello di casa Marafioti, costruito in stile dorico e dedicato a Zeus.

Un altro luogo di culto è costituito dal santuario di Persefone in località Mannella, fuori dalle mura, situato secondo la tradizione nel luogo dove Plutone rapì Persefone per portarla negli inferi. La divinità, simbolo dell’alternarsi delle stagioni e del ciclo della fertilità della terra, era considerata protettrice delle nozze e della fecondità; qui venivano infatti praticati riti propiziatori per le giovani donne.

Fuori dal centro abitato si trova la zona delle necropoli; la più famosa è sicuramente quella di Lucifero, dove sono state rinvenute circa 1700 tombe risalenti al periodo tra il VII e il II secolo a.C. Appartengono alle necropoli i molti vasi greci e le arule, i famosi altari in terracotta ornati con motivi figurati con immagini del mondo dell’oltretomba, lotte di animali, bighe lanciate al galoppo oppure duelli di uomini armati al cospetto di donne velate.

Una caratteristica produzione di Locri, testimonianze tra le più significative della religiosità e dei culti magnogreci, è costituita dai pinakes, tavolette in terracotta probabilmente doni votivi a Persefone; le tavolette rinvenute sul colle Mannella recano a bassorilievo soggetti che si riferiscono al culto della dea o scene relative a riti preparatori al matrimonio.

I numerosi corredi tombali hanno restituito oggetti sia d’importazione, sia di produzione locale: i consueti recipienti in ceramica tra cui vasi e piatti, porta profumi greco-orientali a forma di figure femminili o di sirene, ma anche anelli in oro e oggetti in bronzo e recipienti di varia forma. Molti reperti si trovano invece presso l’Antiquarium di Locri. Il Museo nazionale di Reggio Calabria ospita la cosiddetta ‘sezione locrese’ che raccoglie reperti della colonia di Locri Epizefiri con corredi funerari rinvenuti nella necropoli di Lucifero, le pinakes e i diversi vasi.

Museo nazionale di Locri Epizefiri
Contrada Masarà (RC)
Aperto dalle 9.00 alle 20.00

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