Dalla Valpolicella alla Riviera degli Olivi

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In Veneto tra vigneti, ville, borghi e cave

L’itinerario interessa la regione prealpina veronese della Lessinia, un’area compresa tra la valle dell’Alpone a est e quella dell’Adige a ovest, costellata di centri e località di grande interesse, sia nelle valli che la collegano alla pianura atisino-padana, sia nei pianori e nelle zone più interne. Da qui si può intraprendere un viaggio che ha il suo avvio dalla Valpolicella, terra di vini pregiati, dove ogni casa è un’azienda. Il suo paesaggio collinare che sale verso i monti Lessini si contraddistingue per la presenza di numerosi vigneti pregiati, da cui si producono l’Amarone, il Valpolicella classico e, più in quota, il Durello.

Risalendo la Valpolicella, oltre ai vigneti si incontrano interessanti ville cinquecentesche come villa Bertoldi, nei pressi di Negrar, con il suo affascinante portico e la loggia del Veronese. Si entra così nella lunga e tortuosa Val Borago, con le sue alte e strette pareti, gli imponenti fenomeni erosivi e una vegetazione rigogliosa, che porta all’arco naturale noto come ponte calcareo di Veia, raffigurato dal Mantegna in alcuni suoi dipinti.

La Lessinia è una vasta area pedemontana, popolata fin dalla preistoria da gente di origine germanica: ancora oggi qui si parla, a Giazza e in altre contrade, il Taucias Gareida, una lingua tedesca altomedievale. La sua peculiarità è costituita dalle formazioni geologiche, come si può constatare visitando, oltre la già citata Val Borago, anche le enormi cave per l’estrazione del marmo ‘rosso veronese’ e l’importante giacimento di fossili di Bolca o quello meno famoso, ma altrettanto importante, di Santa Anna d’Alfaedo, nota anche per il deposito di rettili fossili mesozoici.

Attraversando poi i vigneti della valle dell’Adige si può salire, tra boschi esempio di incredibile biodiversità, sul Monte Baldo, il ‘paterno monte’ di Carducci, su cui si trova il suggestivo santuario cinquecentesco della Madonna della Corona. Da qui lo sguardo spazia su uno splendido panorama del lago di Garda. Bacino di sbarramento morenico, è una componente importante del paesaggio veronese, che ha dimensioni tali da creare un microclima particolarissimo, che lo rende adatto addirittura alla coltivazione dell’olivo. Fin dall’antichità gli abitanti della zona ne traevano alimenti e ne percorrevano le acque. Il lago ha conosciuto diversi popolamenti sin dalla preistoria, come testimoniano i resti di abitazioni su palafitte dell’età del bronzo e, nell’entroterra, i castelli lungo le direttrici di transito.

Discendendo sul lago si giunge alla Riviera degli Olivi, dove tutti i centri storici, fatta eccezione per alcuni che hanno una matrice di fondazione romana, hanno per certi versi un’impronta urbanistica che deriva dal connubio borgo-castello. Alle pendici del Monte Baldo si trova Malcesine, località turistica dal clima dolce, dove nel nucleo più antico, costituito da case sostenute da piccoli archi, si accede al castello scaligero duecentesco, costruito sulla roccia e cinto da mura merlate.

In posizione centrale sulla Riviera degli olivi si incontra Torri del Benaco, il cui centro storico presenta vie a maglie regolari e i resti di basamento di due torri che rivelano un’antica presenza colonizzatrice romana. Da Garda invece si può fare una breve escursione all’eremo dei camaldolesi o alla punta di San Virgilio. A Bardolino, località famosa per il suo vino e stazione lacustre preistorica, dove a più riprese sono stati rinvenuti resti di abitazioni su palafitte, si possono visitare le interessanti espansioni medievali esterne al perimetro delle mura, raccolte attorno alla carolingia chiesa di San Zeno e alla romanica San Severo.

Ognuno di questi centri raccoglie tesori da scoprire e la Gardesana richiede di essere compiuta per intero, con tranquillità, godendosi gli scorci sempre diversi, le belle ville e i modesti insediamenti rurali. Si giunge così a Lazise, l’antico avamposto strategico degli scaligeri, oggi nota località turistica e uno dei centri veneti dove tuttora, perpetuando una secolare tradizione, si trovano laboratori artigiani per la realizzazione di oggetti d’arte e complementi d’arredo in metallo.

L’itinerario si conclude a Peschiera del Garda, storica piazzaforte militare dove defluisce il Mincio. Il suo nucleo storico, d’impianto veneziano, è ordinato all’interno della cinquecentesca fortezza pentagonale, dalle possenti e alte mura circondate da fossati.

Da Negrar a Peschiera del Garda
180 km circa

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