In Sicilia tra vigneti e castelli

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La strada del vino dei Castelli Nisseni

Protagonista di questa strada è il Nero d’Avola, l’anima rossa della regione, diffuso praticamente in tutto il territorio siciliano. La zona più importante della produzione è però la Piana di Riesi, in provincia di Caltanissetta, dove si snoda la Strada del vino e dei sapori dei Castelli Nisseni.

L’itinerario conduce alla scoperta dei sapori genuini di questa terra e tocca i comuni di Mazzarino, Butera, Falconara e Caltanissetta. È un’area che si estende dalle colline e trova sbocco sul mare, in uno scenario di bellissimi castelli.

Il Nero d’Avola è a tutti gli effetti il vino regionale prodotto in diverse varianti locali: il vitigno è diffuso praticamente ovunque, presente in svariate DOC e IGT. La sua coltivazione ha radici antichissime, che risalgono al V secolo a.C., alla presenza greca sull’isola. È un vino rosso rubino intenso, ha un profumo ampio di erbe aromatiche, un sapore asciutto, pieno e vellutato. È destinato all’invecchiamento, per cui in genere si consuma dopo averlo lasciato decantare qualche ora; si abbina bene ad arrosti di carni rosse, selvaggina, brasati e formaggi saporiti.

Altri prodotti della zona sono l’olio DOP, così buono da poterlo gustare anche solo con il pane, magari con le muffolette di pane dorato, poi i formaggi, le mandorle e il miele, con i quali si produce il torrone, dolce diffuso in tutta l’isola. I sapori nisseni sono legati alla cucina araba, tra i primi tipici bisogna assaggiare i cavateddi, pasta all’uovo condita con pomodoro e le fuate con le sarde, ma ci sono anche i funghi di ferla, la mbriulata farcita, il maccu, una purea di fave, oppure la trippa.

I sentieri del gusto sono percorsi da sapori, profumi, tradizione e tantissima storia che in questa zona è testimoniata dalle numerose roccaforti disseminate nel territorio, ognuna con le sue tradizioni e leggende.

Il Nisseno custodisce dei veri e propri tesori storico-archeologici, come quelli conservati presso il Museo Archeologico di Caltanissetta, che documenta con i suoi reperti come la zona fosse abitata sin dall’età del bronzo. Sempre in città vale la pena visitare l’abbazia di santo Spirito e i ruderi del Castello di Pietrarossa, costruito dagli arabi e successivamente riedificato dai normanni. Una leggenda racconta che proprio qui l’emiro di Palermo custodisse le sue donne, per questo la città era chiamata Qalat-an-Nissa, che in arabo significa castello delle donne, e da cui deriva il nome stesso di Caltanissetta.

In città il museo mineralogico custodisce una raccolta di minerali raccolti nei dintorni, macchinari e attrezzi legati all’estrazione e alla lavorazione dello zolfo, attività fiorente fino agli anni Settanta del Novecento.

A Mazzarino si possono ammirare i ruderi della Statio Philosophiana, un abitato romano-bizantino, la Chiesa dei Padri Cappuccini e ben due roccaforti: il Castelvecchio e il Castello Grassuliato, del quale non resta che qualche accenno. Il primo è chiamato in dialetto locale ‘U cannuni’, per la similitudine che la sua torre, ultima delle quattro superstiti, ha con un cannone.

Proseguendo l’itinerario dei castelli si arriva a Butera per vedere quello che viene semplicemente chiamato il Castello di Butera. Per la sua posizione strategica è sempre stato negli anni meta ambita di conquista; scavi recenti all’interno del perimetro hanno portato alla luce alcune ceramiche di età medievale.

In contrada Faino si trova il Castello di Falconara, uno dei più belli della zona e meglio conservati della regione. Il fascino del maniero cinquecentesco è dato principalmente dalla sua collocazione sul mare e dall’ottimo stato di conservazione, per questo è spesso scelto come luogo esclusivo per matrimoni, ricevimenti e feste. Il suo nome è con molta probabilità legato all’allevamento e dall’addestramento dei falconi per la caccia. Nei pressi è possibile vedere in lontananza il Castelluccio di Gela, maniero che dall’alto del suo colle dominava la piana sottostante.

www.stradadelvinocastellinisseni.com
www.stradeviniesaporisicilia.it

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