La città di papa Pio II

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Pienza, tra i mille colori delle colline senesi

Forse non tutti sanno che Pienza, in Toscana, non si è sempre chiamata così: prima era conosciuta come Corsignano, piccolo borgo rurale nei pressi di Siena. La città venne ribattezzata Pienza nel 1459 in onore di papa Pio II, il suo benefattore, colui che decise di adibirla a residenza papale.

Corsignano era, infatti, la città natale di Enea Silvio Piccolomini che dopo l’elezione papale ritornò al suo paese d’origine deciso a migliorarne le condizioni. Stabilì la sua residenza estiva in città e avviò un progetto di ristrutturazione e ammodernamento del borgo. L’opera fu affidata a Bernardo Rossellino, allievo di Leon Battista Alberti, e venne ribattezzata con il nome del suo fondatore.

Il progetto pensato ‘a tavolino’ rispecchiava i canoni della città ideale, costruita secondo le concezioni rinascimentali. Nacque così Pienza, dal gusto raffinato ed elegante, sorta da un progetto architettonico preciso e organizzato in modo da sfruttare al meglio l’ambiente circostante. Da piccolo borgo medievale, Corsignano si trasformò in soli 3 anni in centro rinascimentale, divenuto dal 1996 patrimonio dell’UNESCO.

Il centro storico rispetta ancora quello originario di Corsignano: il nucleo fortificato è attraversato dalla strada principale, che oggi porta il nome di corso Rossellino, che iniziava da Porta al Giglio e terminava a Porta al Prado. L’interno della mura è articolato in una fitta rete di stradine e viuzze.

Gli edifici più importanti furono edificati intorno a quella che divenne la piazza principale, ovviamente dedicata a Pio II, il nuovo centro-città; qui si affaccia la Cattedrale con il campanile dalla forma ottagonale. La chiesa venne costruita da Rossellino tra il 1459 e il 1462, in stile rinascimentale. La facciata suddivisa in tre arcate, che corrispondono ad altrettante navate, è sormontata da un timpano con lo stemma della famiglia papale, i Piccolomini.

Sotto la chiesa si può visitare la cripta con la fonte battesimale del Rossellino e il labirinto, per una passeggiata sotterranea e suggestiva tra cunicoli di pietra, nel cuore del monumento e alla scoperta della sua storia.

Gli altri edifici della piazza sono tutti diversi, a seconda della funzione, ma accomunati dalla medesima decorazione a graffito dalla resa uniforme. Proprio di fianco alla cattedrale troviamo il Palazzo Piccolomini, una vera e propria opera d’arte realizzata dal Rossellino. L’edificio è un classico esempio di costruzione rinascimentale: la facciata è decorata da fregi e pilastri dall’estetica elegante e severa. All’interno si possono visitare la sala d’armi, la camera da letto del papa, la biblioteca e il loggiato panoramico che affaccia sul bellissimo giardino pensile all’italiana. All’interno dell’edificio trova sede la pinacoteca che raccoglie alcune opere dalla famiglia.

Proprio di fronte alla cattedrale ha sede il Palazzo comunale, riconoscibile dall’alta torre a fianco. Sempre sulla piazza principale troviamo il Palazzo Vescovile, il palazzo dei Canonici, oggi sede del Museo diocesano d’arte sacra, sistemati a forma di trapezio per dare più monumentalità alla piazza. Il Museo conserva i tesori della famiglia Piccolomini, l’oreficeria con corredi e oggetti liturgici, le opere di grandi pittori senesi, molti reperti archeologici provenienti dagli scavi effettuati nei dintorni che hanno restituito strumenti di uso quotidiano risalenti all’epoca etrusca e romana; di grande interesse il piviale di Pio II, mantello realizzato con tessuti preziosi riccamente decorato in oro con scene sacre.

Adibita a nuova residenza papale, Corsignano dovette munirsi di nuovi palazzi dedicati alla corte dei cardinali, un ospedale e una locanda, tutti sistemati lungo corso Rossellino. Sulla stessa via è possibile vedere Palazzo Ammannati e la chiesa gotica di San Francesco, con interessanti affreschi del Trecento e del Quattrocento.

La città rientra all’interno del territorio del Parco Artistico, Naturale e Culturale della Val d’Orcia, insieme ai comuni di Castiglione d’Orcia, Montalcino, Pienza, Radicofani e San Quirico d’Orcia.

www.prolocopienza.it

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