Arte contemporanea nella villa settecentesca

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Una ricca collezione a Villa Menafoglio Litta Panza presso Varese

Una villa meravigliosa osserva la città di Varese dal colle di Biumo Superiore, è circondata da un parco vastissimo e racchiude un bel regalo: una collezione d’arte contemporanea. Si tratta di Villa Menafoglio Litta Panza, una dimora che ha una storia da raccontare. Venne edificata su un edificio preesistente dal banchiere Paolo Antonio Menafoglio nel XVIII secolo, e scardinò i canoni architettonici delle dimore dell’epoca. La corte venne infatti orientata verso il bellissimo giardino anziché verso l’ingresso. Insomma un luogo dove andare a rilassarsi, lontano dal caos delle città, una ‘casa di delizie’.

Alla morte del banchiere si susseguirono vari acquirenti, fino a quando il duca Pompeo Litta Visconti Arese si aggiudicò la proprietà. Si comincia a capire perché la villa oggi ha tutti questi nomi altisonanti: sono pezzi di vita, di persone che l’hanno abitata, gestita e a volte amata. Il duca fece costruire il nuovo salone di rappresentanza e l’ala dei rustici, destinata alle scuderie e alle rimesse per le carrozze. Per quanto riguarda la conformazione del parco si pensò di tramutarlo in un classico giardino all’inglese, ricco di angoli rilassanti e romantici, come il laghetto e la collina con la grotta per la ghiacciaia, dominata dal tempietto classicheggiante.

Purtroppo in seguito la villa subì un periodo di abbandono, fino a quando venne acquistata da Ernesto Panza di Biumo, che decise di effettuare dei lavori di ristrutturazione: fece realizzare il piccolo cortile verso piazza Litta e un secondo parterre. Alla morte del proprietario la dimora passò ai suoi quattro figli. Tra di loro soprattutto uno, Giuseppe, decise di dedicarsi alla villa e pensò di farle ospitare la sua collezione di arte contemporanea, in particolare americana.

Giuseppe Panza abitò negli Stati Uniti: lì conobbe e fu affascinato dalla corrente dell’espressionismo astratto. Al suo ritorno in Italia decise di cominciare ad acquisire opere d’arte dei principali esponenti di questa scuola, artisti perlopiù sconosciuti al grande pubblico. Iniziò a riempire il primo piano con i suoi acquisti, ma ben presto solo quest’area non gli bastò più. Adattò le scuderie e i rustici per porvi le installazioni d’arte ambientale dei californiani James Turrel, Maria Nordman e Robert Irwin. Questi artisti realizzarono espressamente per la villa interventi sullo spazio e sulla luce. L’obiettivo era creare nuove situazioni percettive. La collezione Panza ha la più grande concentrazione di opere perennemente esposte dell’artista newyorkese Dan Flavin. Inoltre trovano spazio Phil Sims, David Simpson, Ruth Ann Fredenthal, Stuart Arends, Max Cole, e moltri altri. Altre passioni del padrone di casa furono i mobili d’epoca e le opere d’arte africana e precolombiana, che troviamo accostate alla collezione di arte moderna.  Insomma un’esposizione di tutto rispetto, che negli anni ha conquistato l’ammirazione del mondo intero: appassionati e studiosi d’arte di varie nazionalità si sono recati qui per vedere la famosa villa.

Finita la visita ci si può fermare a Varese a fare una passeggiata tra gli edifici più antichi, come il battistero di San Giovanni, risalente nelle forme attuali al XII secolo ma edificato su una precedente costruzione esagonale (VIII-IX sec). Dei secoli XVI-XVII è la basilica di San Vittore (la facciata neoclassica fu compiuta nel 1788-91 da Leopold Pollack), che conserva opere del Morazzone, del Cerano e di L. Giordano. Il campanile, che si innalza per oltre 75 metri, fu eretto agli inizi del Seicento e modificato, nella parte terminale, nel Settecento. La chiesa di Sant’Antonio alla Motta (fine del XV secolo) fu rimaneggiata nel Seicento. Della seconda metà del Settecento è il Palazzo Ducale o Estense, fatto costruire da Francesco III (che vi si ritirò negli ultimi anni), sede municipale e della Biblioteca Civica; dietro al palazzo sono gli splendidi giardini all’italiana, che proseguono nel parco della villa Mirabello, settecentesca, ristrutturata in stile inglese nel 1843. La città vanta altri parchi e giardini e notevoli residenze signorili, tra cui l’ottocentesca villa Ponti, con il parco pubblico, e villa Recalcati (secolo XVIII) a Casbeno.

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