A Mogliano per gustare il radicchio, irresistibile fiore rosso

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Una grande festa dedicata all’ortaggio invernale che è il re della provincia di Treviso, il radicchio.

Al radicchio rosso, prodotto IGP dal 2006, sono dedicate strade, feste e mostre. Il prossimo weekend, sabato 13 e domenica 14 dicembre, Mogliano Veneto, in provincia di Treviso, celebra nell’edizione numero 30 il famoso ortaggio. 

Le iniziative di carattere gastronomico iniziano il sabato con un aperitivo a base dicicchetti’ al radicchio (il cicchetto infatti non è il bicchierino di vino ma l’assaggino che lo accompagna), seguito da una cena dal nome evocativo di ‘A cena con il Rosso’

Domenica, invece, trionfo di risotto e frittata, sempre a base di radicchio rosso. 

 
Gli eventi culinari sono accompagnati da molte altre iniziative: la mostra del radicchio, rievocazione degli antichi mestieri, degustazioni, esposizioni fotografiche sull’antica civiltà contadina, dimostrazioni sulla lavorazione di questo ortaggio e altro ancora.
 
A Mogliano è possibile conoscere tutte e tre le varietà che hanno ottenuto la certificazione: il radicchio rosso precoce, con il suo mazzo di foglie strette e raccolte; il radicchio variegato di Castelfranco, con il cesto di foglie larghe, aperte e increspate, di colore verde-giallo chiaro venate di rosso; il radicchio rosso tardivo, forse il più pregiato e famoso, detto ‘spadone’, in vendita da dicembre, con piccoli cespi dalle foglie allungate e sottili.
 
Il radicchio però non nasce così nei campi: per arrivare ad avere questa elegante forma a fiore subisce una lavorazione particolare, che pare si sia sviluppata nel XVI secolo con la necessità di prolungare la durata della pianta. Le piante crescono dapprima nei campi, poi vengono raccolte, pulite dalla terra e poste in ceste forate, in verticale, a bagno in grandi vasche al coperto, dove rimangono per circa 15 giorni. La mancanza di luce naturale fa perdere il pigmento clorofilliano, ma fa sviluppare nel centro del cespo nuove foglie croccanti, non fibrose, dal sapore leggermente amarognolo. Dopo un’ulteriore accurata pulizia, i piccoli cespi sono pronti per il mercato. 
 
La zona di produzione del radicchio nasconde ancora angoli affascinanti, tanto che è stata creata la Strada del Radicchio rosso di Treviso e variegato di Castelfranco, che propone tre itinerari. Il primo ha come tema conduttore la civiltà dell’acqua: la partenza è a Treviso, sede nel 1900 della prima mostra del radicchio. Lungo il tragitto è ancora possibile osservare alcuni antichi mulini (Bordignon, Favaro, Rachello e Grendene). A Santa Cristina si incontra l’Oasi naturalistica del Mulino Cervara, area palustre che fa parte del Parco Naturale Regionale del Fiume Sile. 
 
Il secondo itinerario è la strada del radicchio vera e propria: parte da Castelfranco e raggiunge Treviso; tocca numerose ville, per esempio villa Taverna, villa Colombina, villa Marcello del Majno, villa Marchesi. La terza variante inizia a Treviso e ricalca in parte la strada del Terraglio che portava a Venezia. In questo percorso troviamo le antiche filande, come quella di Campocroce a Mogliano Veneto e la filanda di Salzano.
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