A Chichén Itzá per l’equinozio di primavera

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Il 20 marzo le rovine della città maya di Chichén Itzá, in Messico, regaleranno come ogni anno uno spettacolo che vi lascerà a bocca aperta.

Spiagge dalla sabbia finissima, mare turchese, una meravigliosa barriera corallina ricca di fauna sottomarina, ampi spazi di natura incontaminata e siti archeologici pieni di storia, cultura e mistero. Stiamo parlando dello Yucatán, la pianeggiante penisola che separa il mar dei Caraibi dal golfo del Messico.
 
In particolare, tra le sue tantissime attrazioni, spicca il complesso archeologico Maya di Chichén Itzá. Si tratta di uno dei siti più affascinanti e studiati del Messico, che per la sua maestosità e il suo grande valore culturale è riconosciuto come patrimonio dell’umanità UNESCO e, addirittura, come una delle sette meraviglie architettoniche del mondo moderno.
 
Sorta attorno al V secolo d.C., Chichén Itzá fu nel corso della sua storia plurisecolare uno dei centri di maggior rilievo della civiltà Maya, e ancora oggi i visitatori che vi si recano possono respirarne l’antica grandezza nelle numerosissime rovine di edifici e sculture di pietra conservate.
 

Il sito è infatti ricco di strutture strabilianti, ma la più importante è senza dubbio El Castillo, famosa piramide a gradoni precolombiana del Messico, con scalinate che corrono lungo i quattro lati fino alla sommità.

Il monumento, conosciuto anche come Piramide di Kukulkán, fu costruito tra l’XI e il XIII secolo, e testimonia la grande conoscenza astronomica dei Maya.
 
Ogni lato conta infatti 91 scalini esatti (numero corrispondente ai giorni che intercorrono tra un solstizio e l’equinozio immediatamente successivo), per un totale di 364 gradoni a cui si aggiunge il ‘gradino’ finale presente sulla sommità, che fa salire il conto a 365, corrispondenti al numero dei giorni del calendario solare.
 
Inoltre, la sua particolare collocazione garantisce 2 volte all’anno uno spettacolo unico: in occasione degli equinozi di primavera e d’autunno (che quest’anno cadono il 20 marzo e il 23 settembre) l’antico dio serpente piumato Kukulkán fa il suo ritorno sulla terra. Il movimento apparente del sole fa infatti sì che un’ombra simile a un serpente strisci lungo i gradini della piramide fino a congiungersi dopo alcune ore con la testa di rettile scolpita alla base del tempio. Uno straordinario fenomeno a cui assistere almeno una volta nella vita.
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