Verso la fine del roaming

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Sabato 30 aprile 2016 è partito il taglio delle tariffe per chiamare e navigare su internet dall'estero: l’imposta scomparirà nel giugno del 2017. 

Da sabato 30 aprile chi, viaggiando in uno dei Paesi Ue, usa il telefonino si vedrà tagliati di 3-4 volte i costi attuali. A volere questo taglio delle tariffe per chiamare e navigare su internet dall'estero è stata la Commissione Ue, che già 2007 aveva iniziato una battaglia contro le maxi bollette telefoniche abbattendo i costi dell'80%.

D’ora in poi chi viaggerà in Europa vedrà che gli sms, le chiamate e internet saranno effettuati secondo la tariffa scelta più un massimo di 2 centesimi per gli sms e di 5 centesimi per il resto (Iva esclusa).

Finora era rimasto in vigore il regolamento Ue che dal 2012 prevedeva costi aggiuntivi di 6 centesimi per gli sms, di 19 centesimi per le chiamate e di 20 per la trasmissione di dati (Iva esclusa).

Per l'addio definitivo al roaming, l’imposta più detestata dagli europei, però bisognerà aspettare ancora un po’ e precisamente il 16 giugno del 2017: a partire da questa data si potrà usare il cellulare in Europa come se ci si trovasse a casa, senza pagare spese extra.

Per contrastare gli abusi è ancora da definire con precisione il limite secondo cui non si può comprare una sim straniera in un Paese in cui i prezzi sono più bassi per usarla sempre nel proprio Paese di residenza. In caso di violazione l'operatore telefonico imporrà all’utente che si comporta scorrettamente un recupero dei costi.

La lotta per trovare un accordo con gli Stati membri, da sempre allineati con le grandi compagnie telefoniche contrarie alla fine del roaming è stata dura.

Per Andrus Ansip, vicepresidente della Commissione Ue per il mercato unico digitale, era necessario ascoltare i finalmente cittadini europei mentre la relatrice dell'Europarlamento, Pilar Del Castillo, ha dichiarato che si tratta di un assoluto cambio di mentalità.

Foto @www.mondoaeroporto.it
 

Una promessa elettorale

La battaglia contro il roaming, una promessa elettorale fatta dagli europarlamentari nel 2014, è cominciata nel 2009 sotto la commissaria Viviane Reding ed è continuata con Neelie Kroes.
 

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