Edvard Munch, mostra a Palazzo Ducale di Genova fino al 27 aprile

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Una lunga retrospettiva della carriera artistica del norvegese Edvard Munch, con una piccola divagazione che coinvolge Andy Warhol. Fino al 27 Aprile a Genova.

Genova e Palazzo Ducale, in occasione del 150° anniversario della sua nascita, rendono omaggio a uno degli artisti visuali più influenti ma meno frequentati dal grande pubblico, che ne ignora gran parte del repertorio.

Nato il 12 dicembre 1863 a Loten, Edvard Munch è indirettamente conosciuto da chiunque abbia posato lo sguardo anche solo una volta sul celeberrimo L'urlo, la sua opera più famosa che è stata protagonista di tante rivisitazioni, parodie e tributi.

Rappresentante illustre del filone del simbolismo pittorico, considerato un precursore se non l'apripista dell'espressionismo (insieme al caso anomalo costituito da Vincent Van Gogh), Munch è associato indissolubilmente a un immaginario piuttosto cupo.

Nei suoi dipinti si percepiscono l'angoscia e i dubbi esistenziali, realizzate su tela grazie all'utilizzo di una tavolozza di colori che poco ha di realistico ed è permeata da una violenza nevrotica, con linee decise e nette che su sfondi da incubo tratteggiano delle figure deformate e tormentate.

La mostra di Palazzo Ducale dedicata a Edvard Munch, aperta fino al 27 aprile 2014 (da martedì a domenica dalle 9 alle 19 e il lunedì dalle 14 alle 19), ha richiesto un lavoro un lavoro caparbio di acquisizione dei quadri, conservati da piccoli musei norvegesi o da collezionisti privati.

Lungo il percorso dell'esposizione si è inoltre testimoni del viaggio alla scoperta di se stesso compiuto dall'artista, che passa da un naturalismo di matrice impressionista fino ad arrivare a una nuova forma che avrebbe tanto influenzato i suoi successori

Interessante congiunzione è poi quella rappresentata da Warhol after Munch, la mostra nella mostra che per la prima volta in Europa mette insieme le opere del Maestro della Pop Art in cui vengono modificati sotto vari aspetti i quadri dell'autore de L'urlo.

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