Al cinema: Maleficent, Edge of Tomorrow, Ana Arabia

Guida Guida

Una favola dagli inediti risvolti dark, una commedia fantascientifca sui paradossi temporali e un viaggio in piano sequenza all'insegna della convivenza tra i popoli.

Maleficent: alta, di nero vestita, un copricapo dalle caratteristiche corna ricurve. Malefica de La Bella addormentata nel bosco, il leggendario cartone animato della Disney, ha ormai 55 anni, e per l'occasione ha subito un inatteso restyling moderno.

A vestire i panni del personaggio che tanti bambini ha fatto rabbrividire c'è Angelina Jolie, attrice che mancava al cinema da molto tempo, in seguito all'operazione subita.

Dietro la macchina da presa del film debutta lo scenografo Robert Stromberg, già all'opera in produzioni molto importanti quali Alice in Wonderland e Avatar.

Nel cast di questo fantasy dalle venature dark – in cui l'arcinota storia della maledizione che ricade sulla giovane Aurora viene esplorata dal punto di vista dell'antagonista – anche la promettente Elle Fanning, Sharlto Copley e Imelda Staunton.

Edge of Tomorrow – Senza domani: cosa succederebbe se ogni giorno fosse letteralmente uguale a quello che avete appena vissuto? Era la domanda che si poneva Ricomincio da capo, la splendida commedia con Bill Murray, e che riprende anche Doug Liman nel suo film.

Tratta da una graphic novel di grande successo, l'opera di fantascienza dai risvolti comici vede come protagonista Tom Cruise, soldato nella guerra che la Terra sta combattendo contro degli ignoti invasori alieni, cui viene affidata una missione suicida.

L'uomo non riesce a sopravvivere, ma incredibilmente si risveglia a partire dell'inizio dello stesso giorno, in un loop temporale che gli consente di migliorare la propria abilità bellica a ogni ripetizione.

Ad aiutarlo la misteriosa Emily Blunt, guerriera straordinaria che sembra sapere qualcosa sulla sorte circolare toccata allo sfortunato commilitone.

Ana Arabia: Il regista israeliano Amos Gitai nel corso degli anni si è fatto conoscere in tutto il mondo per la grande forza emotiva dei suoi film unita a una solida carica sperimentale, nonché per l'interesse al tema della convivenza tra israeliani e palestinesi.

Nella sua ultima pellicola racconta il viaggio di una giornalista in un quartiere vicino Jaffa e Bat Yam, un luogo in cui i due popoli convivono di comune accordo, senza odi e rancori.

La particolarità dell'opera sta nella tecnica di ripresa utilizzata: il film infatti è girato interamente in piano sequenza, quindi in tempo reale e senza alcuno stacco di montaggio.

Un tour de force sbalorditivo che richiede l'impegno indefesso sia della troupe, prima, che dello spettatore, poi.

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