Come leggere l'etichetta dei cibi confezionati

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Come poter verificare che un alimento non contenga additivi o ingredienti dannosi per la salute? Ecco come leggere l'etichetta degli alimenti confezionati.

La produzione su larga scala di cibo e le moderne tecniche di conservazione hanno consentito, a partire dal secolo passato, di aumentare quantitativamente e qualitativamente la disponibilità alimentare per gli abitanti dei paesi più avanzati. Tali grandi progressi, però, non bastano da soli a salvaguardare completamente la salute e la sicurezza dei consumatori.

Occorre anche un certo impegno da parte nostra nello scegliere quei cibi che non contengono ingredienti o additivi dannosi per la nostra salute, o che non siano preparati in modalità che possano darci in qualche modo fastidio.

Ma come poter verificare tutto questo? In nostro aiuto corre una rigorosa normativa nazionale e comunitaria, che regolamenta precisamente le indicazioni da mostrare sulle confezioni.

Ecco, dunque, come leggere l’etichetta dei cibi per capire cosa stiamo realmente acquistando

A parte le dovute differenze tra le categorie di cibi solidi e bevande in vendita (con le relative distinzioni, per bevande particolari, come quelle alcoliche), le etichette sono strutturate tutte più o meno alla stessa maniera, riportando le seguenti indicazioni basilari:

  • Marchio del prodotto e/o nome dell’azienda produttrice
  • Denominazione di vendita (ad esempio “Succo all’arancia”)
  • Ingredienti (es.: “acqua, succo d’arancia, zucchero…”)
  • Modalità d’uso e conservazione
  • Data di scadenza
  • Quantità netta (peso o volume, a seconda che si tratti di cibi solidi o liquidi)
  • Recapiti obbligatori del produttore ed eventualmente del distributore
  • Scheda con informazioni nutrizionali (obbligatoria solo per determinati cibi)

Ma quali sono le indicazioni più importanti? Certamente quelle relative a conservazione, scadenza e ingredienti

La prima influenza la seconda, poiché, come è intuibile, un alimento che non venga conservato correttamente, tende a deperire più facilmente. Per quanto riguarda la scadenza è possibile notare due diciture:

  • “da consumarsi preferibilmente entro il” che indica il termine (non perentorio) entro cui quel determinato alimento conserva le sue specifiche proprietà se ben conservato
  • “da consumarsi entro il” che invece indica il termine ultimo, entro cui l’alimento deve essere consumato; a differenza della precedente tipologia di scadenza, qui non c’è la possibilità che l’alimento possa essere ancora buono dopo la data indicata anche se ben conservato. Questo a causa della sua alta deperibilità dal punto di vista microbiologico
  • Per quanto riguarda la parte relativa agli ingredienti, occorre dire che essi sono indicati in ordine decrescente di quantità e comprendono anche le sostanze additive (coloranti, conservanti, addensanti, antiossidanti, emulsionanti, ecc.) e le sostanze aromatizzanti. Tali sostanze sono tutte autorizzate all’impiego dall’Unione Europea, dopo attenti studi tossicologici, e la loro presenza è indicata con diciture particolari (ad esempio “aromi naturali/artificiali” per gli aromi, oppure “E300, E…” per gli altri additivi). Ma il fatto che queste sostanze abbiano nomi speciali, non deve far pensare che esse siano di per sé una presenza negativa: spesso, infatti, esse sono necessarie alla buona conservazione dei prodotti stessi. Alcuni soggetti, comunque, come gli allergici o i sofferenti per determinate malattie (ad esempio gli asmatici, sensibili ai solfiti) devono porre su di loro grande attenzione, poiché l’ingestione di questi ingredienti potrebbe risultare altamente nociva.

 Photo Credit:© Art Allianz - Fotolia.com

Fonte: INRAN

Anche l'acqua ha la sua etichetta. Leggete come leggere l'etichetta dell'acqua.

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