Come funziona il congedo mestruale? La proposta di legge

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Sai cos'è il congedo mestruale? Scopri di cosa si tratta e cosa prevede l'attuale proposta di legge!

Come funziona il congedo mestruale? La proposta di legge

Un congedo mestruale per potersi assentare dal lavoro “in quei giorni”: è questo uno dei temi sui cui è impegnata la Commissione Lavoro dopo che, mesi fa, quattro deputate del Pd hanno presentato alla Camera una proposta di legge per consentire alle donne di poter scegliere di non lavorare per 3 giorni al mese durante le mestruazioni.

Un tema, a onor del vero, che in altre parti del mondo è questione già risolta. In Giappone il congedo mestruale esiste addirittura dal 1945, mentre nel nostro paese ad oggi i disturbi tipici di “quei giorni” sono utilizzati perlopiù solo per ironizzare sui cattivi umori femminili.

Eppure si tratta di un problema da non sottovalutare. Non a caso esiste anche un termine medico per descriverlo: dismenorrea.

La dismenorrea è una condizione in cui le mestruazioni sono associate a forti crampi addominali

In genere provare un po' di dolore può essere normale, ma le situazioni in cui il fastidio è tale da rendere difficoltoso non solo lavorare, ma anche svolgere le altre attività quotidiane sono da ritenere al di fuori della norma. Non è, ad esempio, normale che il dolore scatenato dalle mestruazioni si estenda anche alla schiena.

Il problema potrebbe essere indipendente dalla presenza di malattie specifiche o essere associato a patologie come l'endometriosi, i fibromi uterini, infiammazioni a livello pelvico, infezioni sessualmente trasmissibili o la sindrome premestruale. Persino lo stress e l'ansia possono avere fra le loro conseguenze la dismenorrea.

Per combatterlo potrebbe essere necessario assumere dei farmaci. In alcuni casi, ad esempio, può essere utile assumere la pillola anticoncezionale, in altri possono essere necessari antibiotici, antidolorifici o antidepressivi.

Quello di cui si sta parlando, insomma, è un vero e proprio disturbo invalidante certificabile dal medico. E secondo la proposta di legge attualmente al vaglio delle istituzioni sarà proprio il medico a dover rilasciare un certificato che attesti la presenza della patologia.

Stando alle informazioni attualmente a disposizione, questo certificato dovrà essere richiesto ogni anno entro il 30 dicembre per poi presentarlo al datore di lavoro entro il 30 gennaio successivo. Così facendo, tutte le lavoratrici del settore pubblico e privato, indipendentemente dal fatto di avere un contratto full time, part time, a tempo indeterminato, subordinato o parasubordinato, potranno assentarsi dal lavoro senza dover chiedere ferie, permessi o doversi mettere in malattia, e senza alcuna decurtazione dallo stipendio. A patto, naturalmente, che la proposta di legge venga approvata così come è stata descritta.


Foto: © Adiano – Fotolia.com
Fonti: Medlineplus; Wired 

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