Come prevenire il tumore al collo dell'utero con la colposcopia

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La prevenzione secondaria è fondamentale per combattere il tumore al collo dell'utero. Scopri cos'è la colposcopia e come funziona.

Il tumore del collo dell'utero colpisce soprattutto tra i 40 e i 45 anni. La strategia migliore per evitare la sua comparsa è seguire le regole della cosiddetta prevenzione secondaria.

La diagnosi precoce e il successivo trattamento delle lesioni precancerose ha contribuito a ridurre enormemente l'incidenza di questo tipo di tumore

Il primo passo è sottoporsi regolarmente al Pap test, strumento fondamentale per identificare la presenza di cellule dall'aspetto anomalo.

Nel caso in cui questo esame facesse sospettare la presenza di lesioni precancerose il medico potrebbe ritenere opportuno prescrivere una colposcopia.

La colposcopia permette di studiare eventuali anomalie del collo dell'utero sospettate dopo un Pap test

Ma come funziona? E come bisogna prepararsi all'esame?

La colposcopia viene eseguita con modalità simili a quelle di una classica visita ginecologica:

  • la vagina viene dilatata con uno strumento detto speculum, lo stesso che viene utilizzato durante un Pap test;
  • il medico osserva l'aspetto del collo dell'utero utilizzando un colposcopio, una sorta di binocolo che non viene inserito all'interno della vagina;
  • l'analisi potrebbe richiedere l'uso di alcuni liquidi, come acido acetico o soluzioni iodate, che permettono di visualizzare meglio eventuali lesioni;
  • in alcuni casi potrebbe essere necessario effettuare delle biopsie, ossia prelevare piccole parti di tessuto da analizzare in laboratorio;
  • in altre situazioni il medico può decidere di asportare subito eventuali tessuti lesionati;
  • il tutto si conclude, in genere, in 20 minuti circa;
  • nella maggior parte dei casi non si avverte dolore, ma l'applicazione dei fluidi può scatenare formicolii o bruciori. In caso di biopsia si può invece percepire una piccola puntura.

La colposcopia non richiede nessuna preparazione particolare, ma il medico potrebbe ritenere opportuno rimuovere eventuali dispositivi contraccettivi intrauterini (come la spirale).

Inoltre nelle 24 ore prima dell'esame bisogna evitare i rapporti sessuali e l'uso di tamponi e creme o lavande vaginali.

Per quanto riguarda le controindicazioni, la visita può essere eseguita anche in gravidanza, ma non durante il ciclo mestruale, in caso di forti infiammazioni o in presenza di una distrofia della mucosa vaginale.

Dopo l'esame possono comparire perdite scure, che non devono preoccupare a meno che non siano abbondanti o che compaiano febbre alta con brividi o intensi dolori addominali.

Gli esperti raccomandano di non avere rapporti sessuali o utilizzare tamponi, creme o lavande fino a che le perdite non saranno scomparse, ma dopo l'esame è possibile riprendere subito la vita di tutti i giorni.


Foto: © apops - Fotolia.com
Fonte: Airc

Per una corretta prevenzione del tumore al collo dell'utero tutte le donne sessualmente attive o che abbiano già compiuto 25 anni dovrebbero sottoporsi regolarmente al Pap test. Gli esperti consigliano di eseguirlo ogni 3 anni.

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