Tiroide, attenzione agli esami e alle terapie inutili

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A volte ci si sottopone a esami e terapie inutili. Scopri le pratiche mediche che possono essere inappropriate per la tiroide!

Quelli alla tiroide sono problemi piuttosto frequenti.

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Le donne sono particolarmente predisposte ad avere a che fare con disturbi a questa ghiandola, tanto che durante la vita adulta hanno una probabilità superiore del 20% di sviluppare un problema alla tiroide.

Gli esperti del settore sottolineano però come spesso ci sia una sovradiagnosi di disturbi tiroidei. Ad esserne responsabile è il ricorso inappropriato ad alcuni esami diagnostici.

A questi si aggiungerebbero altre pratiche mediche poco opportune che fanno lievitare sia i costi per il Servizio Sanitario Nazionale che l'ansia con cui si trovano alle prese i pazienti.

A riportare l'attenzione sull'argomento è l'Associazione Medici Endocrinologi (AME), che nell'ambito del progetto “Fare di più non significa fare meglio” ha individuato 3 pratiche mediche messe in atto di routine ma della cui efficacia non esistono prove.

Per quale motivo, allora, i medici prescrivono tali pratiche?

Rinaldo Guglielmi, presidente AME, li giustifica con l'abitudine, la necessità di soddisfare “pressanti richieste dei pazienti” e il “timore di conseguenze medico-legali”.

Lo stesso Guglielmi sottolinea la necessità di nuove consapevolezza e assunzione di responsabilità dai parte dei medici e, allo stesso tempo, che i cittadini comprendano che fare più esami o assumere più farmaci non significa sempre “fare meglio”.

Ecco, quindi, quali sono le 3 pratiche mediche di cui non si dovrebbe abusare nell'intento di proteggere la salute della tiroide.

  1. L’ecografia tiroidea di routine in assenza di segni o sintomi di malattie tiroidee o fattori di rischio per carcinoma tiroideo: porta alla diagnosi di noduli non rilevanti dal punto di vista patologico, generando ansia nel paziente e aumentando le spese per diagnosi e interventi
  2. Il dosaggio di routine della FT3 in chi ha una malattia alla tiroide: in realtà in molti casi basta misurare il TSH. Il dosaggio della FT3 è invece utile quando il TSH è basso
  3. Trattare tutti i casi di gozzo nodulare con levotiroxina: la terapia è efficace solo in pochi casi e dopo molto tempo, e per di più può causare problemi alla tiroide stessa, aumentando il rischio di osteoporosi e aritmie in categorie a rischio (donne in menopausa e anziani).


Foto Credit: © Max Tactic – Fotolia.com

Esami sì, ma solo quando servono davvero

Il ricorso a pratiche mediche deve essere valutato caso per caso sulla base dei sintomi, dei segni della malattia e della storia individuale. Per questo è importante confrontarsi approfonditamente con il proprio medico

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