Tumore al polmone e nuove speranze: farmaci biologici e immunoterapia

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Il tumore al polmone è la causa principale di morte per cancro nella popolazione Italiana. Scopriamo le nuove terapie con l'aiuto degli esperti.

Il tumore al polmone è la prima causa di morte per cancro in Italia e rappresenta circa l'11% di tutti i tumori diagnosticati nella popolazione.

Le stime parlano di un'incidenza pari a 1 uomo ogni 9 e 1 donna ogni 36, tanto che nel solo 2013 le nuove diagnosi dovrebbero attestarsi intorno a 38 mila, il 30% delle quali in una donna.

Fortunatamente le cure stanno facendo passi in avanti.

Gli esperti del settore hanno fatto il punto della situazione sulle nuove terapie contro il questa forma di cancro alla 15ma World Conference of Lung Cancer di Sydney, durante la quale sono emerse novità interessanti nel campo dei cosiddetti farmaci biologici

I farmaci biologici, spiega Filippo de Marinis, direttore dell'Oncologia Toracica dell'Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano, "agiscono su uno specifico bersaglio impedendo la trasmissione di segnali all’interno della cellula che portano alla crescita del tumore”.

"L'obiettivo di un ottimale percorso diagnostico-terapeutico", sottolinea l'esperto, "è identificare i geni interessati dal tumore e individuare il miglior trattamento biologico mirato.

"Queste opzioni terapeutiche rientrano in quella che è definita la personalized healthcare il cui obiettivo è analizzare le anomalie geniche di uno specifico tumore e garantire cure più efficaci con minori effetti collaterali; a questo consegue un miglioramento della qualità di vita del paziente dal momento che questi farmaci non presentano gli effetti tossici della chemioterapia”.

Non solo, alcuni farmaci biologici possono essere assunti a casa per via orale e il loro utilizzo prevede di recarsi all'ospedale solo per le visite di controllo.

Le nuove terapie in via di sviluppo includono sia farmaci che agiscono su un nuovo bersaglio identificato recentemente, sia trattamenti che agiscono sul sistema immunitario

Il nuovo bersaglio è la proteina codificata dal gene Met, espressa in quantità elevate in molti tipi di tumore, incluso quello al polmone.

"L’utilizzo di un farmaco contro la proteina MET", spiega Federico Cappuzzo, direttore del Dipartimento di Oncologia Medica dell'Istituto Toscano Tumori-Ospedale Civile di Livorno, "ha dimostrato di poter migliorare l’aspettativa di vita in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule [la forma più comune di tumore al polmone, ndr] con alta espressione di questo gene”.

L'immunoterapia si sta invece concentrando sulla ricerca di proteine localizzate sulla superficie delle cellule tumorali che impediscono al sistema immunitario di distruggerle.

Attualmente i ricercatori stanno studiando una molecola in grado di aiutare il sistema immunitario a riconoscere e ad attaccare il tumore bloccando una di queste proteine, PD-L1.

In generale, come spiega Cappuzzo "per le forme tumorali causate dalle mutazioni di alcuni geni esistono dei farmaci, in parte registrati e in parte in fase di sviluppo, in grado di spegnere come un interruttore il processo di sviluppo del tumore”.

Foto: © unlim3d - Fotolia.com
Fonte: Ketchum

Fra i diversi farmaci biologici disponibili ne esistono alcuni utili nel trattamento delle malattie autoimmuni, di malattie infiammatorie croniche dell'intestino e di alcune forme di tumore, incluse quelle alla mammella e al colon.

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