Diabete, attenzione all'ipoglicemia

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I farmaci per il diabete possono ridurre eccessivamente gli zuccheri nel sangue. Scopri come ridurre il rischio di ipoglicemia con l'insulina giusta!

Il diabete è una delle malattie tipicamente associate alla vita moderna.

L'invecchiamento generale della popolazione, unito all'aumento della diffusione di fattori di rischio come il sovrappeso, l'obesità, abitudini alimentari scorrette e sedentarietà, ha portato a un significativo aumento della forma di tipo 2, i cui casi si vanno ad aggiungere a quelli di diabete di tipo 1.

Per molte persone l'assunzione di farmaci è una soluzione che riesce a far fronte alla malattia in modo efficace. Purtroppo però anche dietro a quello che dovrebbe essere un gesto protettivo nei confronti della salute si nascondono dei rischi.

Dopo l'assunzione di alcuni farmaci per il diabete è possibile avere a che fare con un episodio di ipoglicemia in cui i livelli di glucosio nel sangue diminuiscono in modo rapido e, soprattutto, eccessivo

A riportare l'attenzione sull'argomento sono gli esperti riuniti in occasione del 25° Congresso nazionale della Società Italiana di Diabetologia di Bologna.

L’ipoglicemia può anche scatenare problematiche cardiovascolari”, spiega l'endocrinologo Gian Paolo Fadini, ricercatore del’Università di Padova. “Infatti, in carenza di zucchero, l’organismo viene a trovarsi in una condizione infiammatoria, i vasi sanguigni subiscono uno stress, ed il cuore modifica la propria attività elettrica”.

Una persona con diabete di tipo 1”, precisa Antonio Nicolucci, esperto della Fondazione Mario Negri Sud, “va incontro a quasi un episodio di ipoglicemia sintomatica a settimana”.

Nelle persone con diabete tipo 2, invece, le ipoglicemie ammontano in media a 9 episodi per persona l’anno”.

Per quanto riguarda il caso specifico dei bambini esiste un rapporto inverso tra l'età della madre e il rischio di incorrere in un episodio di ipoglicemia.

Questo può essere correlato al fatto che le giovani madri riescono a gestire meno lo stress derivante dal prendersi cura del proprio bimbo e vivono nella paura costante che abbia un episodio di ipoglicemia, soprattutto di notte, quando non è costantemente sorvegliato”, ipotizza Nicolucci, aggiungendo che “questo stress genera ansia e, in un circolo vizioso, riduce le capacità della madre di gestire nel modo migliore la malattia del proprio figlio

A destare particolare preoccupazione sono le ipoglicemie notturne.

Oltre a rendere più difficile intervenire per riportare la glicemia nella norma, le ipoglicemie notturne compromettono gravemente la qualità del sonno e la sua capacità ristoratrice

Fortunatamente oggi esistonoforme di insulina innovative che hanno aiutato a ridurre l'incidenza del problema. Ma quali sono le migliori?

Le caratteristiche della formulazione di un’insulina ideale”, spiega Edoardo Mannucci, esperto dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi di Firenze “dovrebbero essere quelle di rilasciare una concentrazione di insulina costante, stabile, priva di picchi e continua per almeno 24 ore, con rischio ridotto di ipoglicemia”.


Foto Credit: @ .:[ Melissa ]:. - Flickr

I sintomi da riconoscere

 I sintomi principali di una crisi ipoglicemica sono palpitazioni, tremore, ansia, giramenti di testa e confusione. Nelle forme più gravi l'ipoglicemia può però portare anche a perdita di coscienza. In questo caso intervenire per tempo è fondamentale per non rischiare conseguenze più gravi.

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