Anoressia sentimentale: come imparare ad amare

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Non riuscire ad amare... Ebbene si, esiste anche questa "malattia d'amore" e anche se può sembrare strano è tra le più diffuse. L'anoressia sentimentale è tra le più difficili da superare perché ha radici profonde che si legano al passato.

Ci sono persone che non sanno o non hanno ancora imparato ad amare. Questa constatazione che può sembrare alquanto assurda è in parte vera: vi sono esseri umani che per qualche motivo non riescono a “cedere” completamente all’amore.
Questa problematica è comunemente chiamata anoressia sentimentale, ovvero l’incapacità di amare che può colpire a qualsiasi età, entrambi i sessi, in qualsiasi luogo; anche se il mondo occidentale ne rimane il più soggetto.

La psicoanalista Anna Salvo conferma che a far scattare un disturbo come l’anoressia sentimentale: “E’ una reazione, un meccanismo difensivo in seguito a una ferita molto dolorosa. Altre volte, invece, è un tratto che si ripete in tutte le relazioni. In questo caso si tratta di qualcosa di più profondo, un nodo affettivo che risale spesso all’infanzia”.

Chi soffre di anoressia sentimentale non lo dà a vedere a prima vista: può essere sia una persona introversa e solitaria che un soggetto apparentemente socievole.
Ciò spiega che, come spesso accade in questi casi, le problematiche risiedono in profondità e non vengono captate immediatamente all’apparenza.

Alla base dell’anoressia sentimentale si cela, infatti, la natura del problema che si nasconde dietro diverse fobie sentimentali: il bisogno affettivo viene rimosso dalle persone in questione, che tendono a chiudersi in se stessi e si ritrovano “obbligati” in abitudini e ritmi personali.
Questi impediscono loro di aprirsi alla possibilità di amare.

C’è chi è affetto dal “non riuscire ad amare” in maniera diversa: alcuni, infatti, provano una profonda malinconia ogni qual volta si apre loro la possibilità d’intraprendere una relazione amorosa; altri sentono una rabbia crescente dentro di loro e, altri ancora, riescono solo a vedere “il peggio” nella persona amata andando ad analizzare ogni minimo difetto e tramutandolo in ragione di rottura o di imperfezione impossibile da accettare.

Ovviamente chi si ritrova a provare certi sentimenti negativi è stato ferito in passato ed è talmente insicuro e impaurito da dover inconsapevolmente rifiutare l’amore.

Tutta questa anoressia d’amore è, però, “uno spreco” gratuito verso un sentimento che potrebbe invece stupire meravigliosamente e inaspettatamente aprire il cuore


Per uscire da questa patologia sani e salvi bisognerebbe capire che “coraggio” non vuol dire solamente esprimere il desiderio di “essere” o di “volere”, ma accettare il rischio di vivere fino in fondo e talvolta scontrarsi con gli altri essere umani.

 

In poche parole: lasciarsi andare all’amore sarebbe l’unica soluzione.
Questa regola, che in parte viene ribadita anche a chi soffre di philofobia, dovrebbe essere il “credo” dell’anoressico sentimentale che, a differenza del philofobico, non solo fugge l’amore ma lo disprezza e lo teme in maniera ossessiva.
 

 

photo credit: Brandon Christopher Warren via photo pin cc

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