Storia del costume da bagno: la rivoluzione di Coco Chanel

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Negli anni '20 la stilista francese impose uno standard di bellezza profondamente legato all'abbronzatura. Nacque così il costume da bagno con i pantaloncini sopra al ginocchio 

Storia del costume da bagno: la rivoluzione di Coco Chanel

Con il diffondersi dell'abitudine di andare al mare per godere degli effetti benefici di sole e acqua, uomini e donne dovettero fronteggiare l'inquietante interrogativo: cosa mettersi per fare il bagno?

In principio c'era "l'abito da bagno", veri e propri vestiti - almeno per le donne - composti da mutandoni alle caviglie, camicie, calze e vestiti. Ma nei primi anni del Novecento una rivoluzione era in agguato. I pantaloni iniziarono ad accorciarsi, così come maniche e coperture. I tessuti divennero più aderenti.

Fu Coco Chanel a dire per prima che la donna era bella solo se tutta abbronzata e lanciò una delle più importanti innovazioni nella storia della moda, che contagiò anche il costume da bagno.

Infatti, dalla maison di Coco Chanel iniziarono a diffondersi i pantaloncini corti sopra al ginocchio, con camiciole e magliette decisamente scollate. Questa innovazione fashion spianò la strada alla diffusione del costume da bagno modello sirenetta.

Si trattava del primo costume in maglina elasticizzata che permetteva alle donne di indossare indumenti da bagno con ampie scollature sulla schiena. Erano gli anni '20, gli stessi in cui si stava affermando la casa di moda Erté, specializzata in costumi da bagno.

Solo un decennio dopo, grazie al nuovo canone di bellezza impostato da madame Coco Chanel e la diffusione del costume modello sirenetta, iniziò il processo di diffusione dell'antenato del due pezzi.

Si trattava di un completo composto da pantaloni corti legati a corpetti tramite delle strisce di stoffa. Secondo alcune fonti storiche la prima a indossare questo modello di costume da bagno in Italia fu l'attrice Marta Abba.

Proprio in Italia le spiagge di Riccione, Bellaria e Rimini iniziarono a popolarsi di donne vestite in canotta e shorts di cotone coprente, gonnelline con cinture, o aderenti culotte in jersey di lana.

Nel 1932 il sarto parigino Jacques Heim lanciava “Atome”, il primo costume in due pezzi che qualche coraggiosa accettò di indossare mostrando la pancia, fino ad allora rimasto un tabù.

Ovviamente questi modelli di costumi da bagno suscitavano scandalo. Quindi negli stessi anni nacquero i moderni accappatoi di spugna, con cui ci si poteva subito coprire una volta usciti dall'acqua e "limitare i danni" dell'audacia dei moderni "abiti da bagno".
 

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