Come coltivare le bacche di goji in Italia

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Se decidi di coltivare in Italia la pianta di goji non dovrai fare molta fatica: si tratta di una pianta molto resistente che ben si adatta al nostro clima. 

Arbusto perenne a foglia caduca che cresce anche fino a 3 metri di altezza, la pianta di goji è originaria dei territori del Tibet, della Mongolia e della Cina del Nord. La pianta di goji è una solanacea e produce frutti ricchi di carotenoidi e vitamina C, sostanze che risultano essere antiossidanti importanti per l’organismo, non a caso questo piccolo frutto viene soprannominato "frutto della longevità”.

Questa pianta è molto rustica e può resistere ad inverni freddi con temperature che scendono fino a -15°C: per questo motivo la pianta di goji si adatta bene al nostro clima e può quindi essere coltivata anche in Italia. 

Inoltre questo arbusto non ha particolari esigenze agronomiche,  infatti si accontenta di un suolo di medio impasto a pH neutro e di una posizione soleggiata.

Quando dare inizio alla coltivazione della pianta di goji
Il periodo migliore per dare inizio alla coltivazione della pianta di goji è la primavera: la messa a dimora si esegue da marzo ad aprile, scavando buche profonde 20 cm.

Di solito si tende a iniziare la coltivazione piantando piante di goji già sviluppate: è invece più complicato partire dalla semina perché è abbastanza difficile reperire semi di goji nei classici negozi di giardinaggio.

Quando si sceglie il terreno dove mettere a dimora la pianta è importante lasciare a disposizione per ogni esemplare almeno 2 metri quadrati di spazio per consentirgli di crescere a sufficienza.

bacche di goji

Quando potare la pianta di goji
Da novembre a gennaio si provvede alla potatura rimuovendo tutti i rami vecchi: si tratta di un’operazione indispensabile poiché i frutti nascono solo sui rami giovani.

Quando concimare la pianta di goji
Ugualmente importanti sono le concimazioni, che devono essere il più possibili regolari in modo da ottenere piante rigogliose e cariche di frutti: in inverno si deve usare un concime a lenta cessione e dopo febbraio si inizia a usare un concime ricco di azoto e potassio.

Le irrigazioni devono esser effettuate quando i frutti iniziano a ingrossarsi e poi soprattutto nei mesi di stress idrico come luglio e agosto.

I casi di attacchi parassitari in grado di causare gravi danni alla pianta sono rari, tuttavia bisogna stare attenti a funghi, acari e afidi.

Non resta infine che aspettare il momento di raccolta delle bacche di goji che si effettua, a seconda della varietà, dai primi giorni di luglio fino al termine di ottobre.

Foto © samopauser - Fotolia.com

Goji made in Italy

La produzione del goji italiano è ancora agli albori mentre la richiesta è in continua crescita: al momento i coltivatori sono pochi e hanno piantagioni di piccole dimensioni inoltre le piante sono ancora giovani ma il mercato è destinato a crescere entro breve.
 

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