Come è fatta la struttura di un tetto

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Ecco come imparare a riconoscere le principali caratteristiche strutturali di un tetto. 

In fase di ristrutturazione di un sottotetto per la realizzazione di una mansarda abitabile oppure per lavori di ristrutturazione del manto del tetto è necessario conoscere bene come è fatta la struttura di un tetto al fine di intervenire in maniera efficace.

Un tetto è costituito da due gruppi di elementi strutturali: un’ossatura principale, detta grossa armatura o grossa orditura, e una struttura secondaria, detta piccola orditura o piccola armatura.

La grossa orditura è formata da: capriate, travi di colmo (colmarecci), travi di compluvio e displuvio (cantonali), puntoni d’angolo e correnti (terzere).

La piccola orditura è invece composta da elementi (travicelli e correntini) fissati all’ossatura primaria e che hanno la funzione di sostenere il manto di copertura (scempiato e tegole).

A seconda di come sono disposte le falde cambia anche la disposizione dell’orditura e si avrà, ad esempio, una copertura alla lombarda, con prevalenza di terzere e travi disposte parallelamente alla linea di gronda, oppure una copertura alla piemontese con una grossa orditura costituita principalmente da puntoni inclinati e fissati al muro di spina.

Le capriate, elementi dell’orditura principale, sono strutture reticolari a schema triangolare, indeformabili e realizzate in legno.

La capriata palladiana semplice è caratterizzata da due puntoni che seguono la pendenza del tetto e sono innestati, in alto, ad un'asta verticale detta monaco e, in basso, ad una base orizzontale detta catena.

Alcune delle capriate più usate derivano dalla capriata palladiana e sono tuttora realizzate in legno perché di facile lavorazione e di facile montaggio ma, a causa proprio del materiale deperibile, soprattutto per l’umidità, con il tempo devono essere ristrutturate o sostituite. Altri elementi della grossa orditura sono le terzere, appoggiate orizzontalmente sulle capriate, che hanno la funzione di rendere rigida la struttura e di sostenere la piccola orditura. La terzera che collega i vertici superiori delle capriate è detta colmo, mentre le terzere che uniscono i vertici inferiori sono chiamate banchine.

Foto © Sergey Kamshylin - Fotolia.com

I legni di un tetto

I legni più indicati per realizzare l’orditura di un tetto sono legni robusti, resinosi e a fibra dritta come l’abete, il pino, il larice e il castagno.

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