Olio evo: come capire se è buono. In 5 modi

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Vista, gusto, olfatto, etichetta e prezzo giusto: guida rapida su come scegliere un olio extravergine di oliva di qualità.

L’olio evo è un caposaldo della tradizione culinaria mediterranea, un condimento irrinunciabile su qualsiasi tavola che si rispetti e, non da ultimo, un prodotto che vanta una storia millenaria intrinsecamente legata a luoghi, profumi, vissuti e lavoro artigianale.

Anche questi sono elementi da tenere in considerazione quando si tratta di scegliere il prodotto giusto tra le tante varietà in commercio.

Secondo la normativa europea esistono sei tipologie di oli, tra cui quello extravergine è il più pregiato. Anche in questo caso, però, la selezione va fatta con attenzione, seguendo queste cinque linee guida.

  • 1. Leggere le etichette

Fortunatamente gli italiani sono sempre più attenti ed esigenti rispetto a ciò che mangiano e controllano spesso quello che c’è scritto sulle confezioni dei prodotti. Se cercate un olio extravergine di oliva sano e nutriente, da gustare crudo per condire pesce, carne o insalate, è da prediligere la spremitura a freddo con olive 100% italiane. Perché le olive frante possano mantenere intatto il loro aroma, devono infatti essere spremute a una temperatura non superiore a 27 gradi.

  • 2. Made in Italy

Con questa dicitura si intende che non solo l’olio extravergine è prodotto in Italia, ma anche con olive al 100% italiane. È questione di sicurezza alimentare, tracciabilità e trasparenza: tramite il lotto di produzione indicato sulla bottiglia deve essere possibile risalire alla qualità della materia prima e al suo esatto luogo di provenienza. Sulla qualità dell’olio extravergine incide molto il sistema di lavorazione: artigianale o industriale. Naturalmente è da preferire il primo: se leggete la dicitura “frantoio” o “azienda agricola” potete andare sul sicuro, perché in questi luoghi le olive si coltivano, raccolgono, spremono e imbottigliano senza intermediari, attraverso una filiera corta.

  • 3. Analisi olfattiva e visiva

Osservate e annusate. Il profumo di un olio extravergine di oliva ottenuto da filiera corta è molto fruttato e mantiene l’intenso aroma del suo frutto, che può avere accenti freschi o, invece, maturi. Significa che le olive sono passate dall’albero alla bottiglia in poche ore.
Il colore invece, può trarre in inganno: non è sempre detto che a un colore verde intenso corrisponda un olio extravergine di alta qualità. Quanto alla limpidezza, non spaventatevi davanti alla vista del cosiddetto “fondo”: negli oli artigianali è assolutamente normale!

  • 4. Analisi gustativa

È il test più importante che un olio extravergine deve superare per definirsi di alta qualità. Rispetto ai prodotti industriali, che hanno un sapore più appiattito, nell’assaggio dell’olio di frantoio si possono percepire punte di amaro, piccante, dolce, aspro e salato, con una prevalenza dell’una o dell’altra a seconda del luogo in cui è stato ottenuto. Nell’olio extravergine pugliese, per esempio, si potrà avvertire più facilmente un lieve pizzicore. In ogni caso il gusto dell’olio artigianale risulta sempre intenso, fruttato, pungente e avvolgente.

  • 5. Qualità: no al low cost!

Diffidate dei prezzi bassi: oli evo venduti a cinque euro, a volte addirittura a due euro, non sono certo indice di qualità. Nascondono, piuttosto, l’uso di espedienti potenzialmente dannosi per la nostra salute: pesticidi, correttori chimici, utilizzo di olive vecchie o in deperimento. La qualità ha un costo, ma in cucina fa davvero la differenza!

>>>LEGGI ANCHE: La nutrizionista risponde: qual è l'olio migliore

Foto: www.ilsanoquotidiano.com

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