L'arte del cioccolato Lindt: il Maître Chocolatier e il Nuovo Giandujotto

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La tradizione supera se stessa con il Nuovo Giandujotto: il sapore vellutato e la forma classica ma con un tono di nocciole ancora più ricco e intenso.

 

Le nostre domande al Maître

Tre aggettivi per descrivere Nuovo Gianduiotto?
Intenso, cremoso, avvolgente e noccioloso.

Come nasce Nuovo Giandujotto?
Il nuovo Giandujotto Lindt nasce dalla rivisitazione di una ricetta storica messa a punto all'inizio degli anni settanta.
Le origini del gianduiotto hanno delle precise connotazioni storiche: intorno al 1800, con il blocco napoleonico diminuì fortemente l'importazione di cacao ma aumentò sempre di più la richiesta di cioccolato. Per riuscire a produrre il cioccolato i pasticceri decisero di sostituire parte del cacao con elementi che potevano reperire in luogo. In Piemonte questa sostituzione avvenne con le nocciole del Piemonte, un'intuizione geniale, nacque così il gianduiotto. Quando io penso ad una nuova ricetta, una nuova pralina ho già in mente il sapore che avrà, ma in questo progetto avevamo tre parole chiave, intensità, cremosità e gusto di nocciola, il risultato fu anche più soprendente, un Giandujotto cremoso, ancora più intenso e da un sapore di nocciola unico.

Come vengono selezionati gli ingredienti?
Io scelgo personalmente le materie prime, le assaggio tutte e provo gli abbinamenti. In questo caso ho scelto le migliori nocciole italiane, lievemente tostate e poi subito macinate. Una volta ricevute dal produttore le nocciole vengono subito lavorate, questo per poter preservare al meglio ogni nota di questo prezioso frutto. La qualità di un cioccolato non si fa però solamente con le materie prime, l'eccellenza si raggiunge anche con la tecnica, per questo motivo è stata messa a punto un'apposita tecnologia di concaggio che potesse lavorare in modo più delicato la nostra pasta di gianduja mantenendo intatta la nota di nocciola e rendendo ancora più cremoso l'impasto.

Che cos’è il concaggio?
Il concaggio è una sorta di massaggio, che con questo movimento lieve e continuo trasforma una serie di ingredienti in un unico gusto.

Ci sono altre operazioni importanti da eseguire nella preparazione del Giandujotto?
Una volta preparato il nostro gianduja bisogna dargli una forma, la forma del Giandujotto, il cioccolato gianduja va versato nello stampo, vibrato - questa è un'operazione molto importante che serve ad eliminare le bolle d'aria che si formano quando versiamo il cioccolato nello stampo - e poi messo in frigorifero per qualche minuto.
Dopo pochi minuti il giandujotto è pronto.

Come si presenta e come si gusta il Nuovo Giandujotto?
Il Giandujotto innanzitutto si mangia con gli occhi , è compatto, vellutato e dal colore intenso, ha dei piccoli puntini neri che rappresentano la grande quantità di nocciole che ci sono all'interno. Il suo profumo è inebriante, si sentono chiare le note della nocciola tostata, del cacao e della vaniglia. Il gusto del giandujotto è un'esperienza unica, è un tripudio di nocciole che si fondono con una lieve nota di cacao, è troppo buono!

CREDITS

Autore
Claudia Bianchi

Regia
Valeria Spera

Operatori
Michel Domaine
Claudio Lucca

Montaggio
Michel Domaine

DOP
Claudio Lucca

Scenografia
Alessandro Consoli

Assistenti di produzione
Caterina Sacchi
Alessandra Krengli

Runner
Mirco Tea

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