Violenza ostetrica: quello che bisogna sapere

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Sempre più donne raccontano di aver vissuto esperienze traumatiche in sala parto: a far luce sul fenomeno in Italia anche una ricerca.

Violenza ostetrica: quello che bisogna sapere

Il parto dovrebbe essere ricordato da tutte le donne come un momento speciale e bellissimo della propria vita, al di là del naturale dolore provato.

Purtroppo però sono sempre di più le mamme che raccontano di aver vissuto esperienze traumatiche in sala parto, tanto da parlare di vera e propria violenza, fisica o in qualche caso psicologica.

Si tratta del fenomeno, a lungo sottovalutato, della cosiddetta "violenza ostetrica". 

Il 20 settembre scorso a Roma è stata infatti presentata la prima ricerca nazionale sul tema che ha portato alla luce numeri tutt'altro che confortanti.

Stando a quanto emerso dallo studio, che ha preso in esame i parti avvenuti in Italia dal 2003, il 21% delle donne che hanno partorito dichiarano di aver subito una qualche forma di violenza in sala parto, mentre il 23% di loro ne ha il sospetto ma non è sicura.

In cosa consisterebbero tali violenze?

I casi sono diversi e vanno dall'eccesso di interventi medici non necessari, come cesarei "forzati" o episiotomie praticate senza effettiva necessità, fino a soprusi psicologici e mancanza di rispetto nei confronti delle pazienti durante il parto.

Non si tratta nella maggior parte dei casi di violenze messe in atto intenzionalmente dal personale medico quanto piuttosto di un insieme di pratiche e di protocolli adottati dalle strutture ospedaliere ma che non tengono conto delle reali necessità delle donne.

Il fenomeno è stato a lungo trascurato anche in Italia, dove a parlarne sono state per moltissimo tempo solo singole associazioni a sostegno delle donne e della loro salute.

Nel 2014, tuttavia, l'OMS ha pubblicato un documento molto interessante, dal titolo "La Prevenzione ed eliminazione dell’abuso e della mancanza di rispetto durante l’assistenza al parto presso le strutture ospedaliere", dove si legge chiaramente che i trattamenti irrispettosi in sala parto violano i diritti delle donne e in cui si suggeriscono delle strategie atte a limitare il problema (qui il testo completo).

In Italia, poi, nel 2016 è stata lanciata una campagna dall' eloquente titolo "Basta Tacere" che invita le donne che hanno subito violenza in sala parto, a raccontare la loro esperienza e a portare quindi la loro fondamentale testimonianza.

Proprio da questa campagna, che nel giro di pochissimo tempo è riuscita a dar voce a moltissime donne, è nato anche l'Osservatorio sulla Violenza Ostetrica (OVOItalia), con lo scopo di monitorare un fenomeno purtroppo ancora sottovalutato. 

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