Toxoplasmosi in gravidanza: tutto quello che c'è da sapere

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Contrarre la toxoplasmosi durante i mesi di attesa può essere molto pericoloso per il feto: ecco allora cosa è bene tenere a mente.

Si tratta di un'infezione che normalmente non comporta nessun tipo di rischio ma che, se contratta durante la gravidanza, può essere invece molto pericolosa per il nascituro.

Parliamo della toxoplasmosi, infezione causata da un microrganismo chiamato Toxoplasma Gondii.

Se contratta durante i mesi di attesa il rischio è che possa passare al feto attraverso la placenta, provocando dei seri problemi.

Ecco allora cosa è bene tenere a mente durante la gravidanza.

  • La prima cosa da fare quando si scopre di essere incinta, è quella di sottoporsi a un test del sangue per valutare se si è immuni dalla Toxoplasmosi. Può succedere infatti che la futura mamma scopra di avere già avuto la toxo e quindi di esserne completamente immune. In questo caso potrà stare tranquilla e non dovrà ripetere il test nei mesi successivi.
  • Nel caso in cui la mamma non risulti immune, invece, dovrà rispettare delle importanti norme igieniche ed alimentari, atte a non contrarre l'infezione durante l'attesa.
  • Come si contrae la toxoplasmosi? Solo ingerendo il parassita, che può trovarsi nelle carni di animali infetti, nelle feci dei gatti e nel terreno in cui si siano depositate le feci di un gatto infetto. Ecco perché il consiglio è quello di evitare carni crude, salumi e di lavare accuratamente frutta e verdura che possono essere state a contatto con terreno "infetto". In generale, è consigliato per il lavaggio l'utilizzo del bicarbonato.
  • Quali sono i rischi per il feto? Bisogna sottolineare che i rischi sono più gravi se la toxoplasmosi viene contratta durante i primi mesi di gestazione, mentre sembrerebbero più lievi nelle fasi successive. Le conseguenze che la toxoplasmosi può avere sul nascituro riguardano aborto spontaneo, malformazioni, danni al sistema nervoso e pericolo di ritardo mentale.
  • E se si scopre di averla contratta? La prima cosa da fare in questi casi è ripetere il test in un centro specializzato. Quindi sarà possibile richiedere un test in grado di verificare in che periodo è stata contratta la toxoplasmosi. Infine, per sapere se l'infezione è stata trasmessa anche al feto, sarà necessario sottoporsi a un'amniocentesi.

 © Kzenon - Fotolia.com

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