Come funziona Uber, l'alternativa al taxi al centro di grandi polemiche

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L'ultima innovazione nel campo del trasporto urbano su quattro ruote rischia di essere frenata.Vediamo insieme perché.

È arrivata direttamente dall'America la nuova alternativa tecnologica all'usuale servizio urbano dei taxi, ma non senza polemiche.

Si chiama Uber, è stata sviluppata dai creativi Garret Camp, Travis Kalanick e Oscar Salazar e sta rivoluzionando gli spostamenti urbani su automobile

A differenza del car sharing, ovvero la possibilità di utilizzare una vettura virtualmente condivisa con migliaia di altri utenti, Uber si configura come un sistema di autotrasporto con conducente.

La prenotazione avviene attraverso l'app scaricabile su qualsiasi smartphone, che è in grado di geolocalizzare sia la posizione dell'utente che quella della vettura disponibile.

Con una rapida segnalazione si può indicare il luogo in cui si verrà caricati in macchina. Nel caso non ci siano automobili disponibili è sufficiente riprovare dopo qualche minuto.

Per quanto riguarda il pagamento della tariffa avverrà a posteriori e in modo automatico con addebito sulla carta di credito in precedenza registrata. La mancia, peraltro non richiesta, è assolutamente opzionale.

Di Uber esistono in realtà due versioni:

  • la prima omonima, la più lussuosa e cara, mette a disposizione berline e Suv.
  • c'è poi Uberpop, lowcost e con un parco macchine di proprietà, utilitarie che soddisfano alcune richieste di base (capienza, assicurazione per i passeggeri)

Se per la versione “deluxe” il prezzo è all'incirca il 20% maggiore rispetto a un servizio normale di taxi, con quella “popolare” c'è un effettivo e consistente risparmio. In ogni caso Uber incassa un quinto del prezzo del viaggio, il resto va al conducente.

In Italia, e nello specifico a Milano, la compagnia che gestisce l'app è stata accusata di concorrenza sleale da parte dei tassisti, che hanno inscenato scioperi anche violenti

Le lamentele riguardano la mancanza di sicurezza, controlli e licenze, nonché, sopratutto, l'atteggiamento molto disinvolto sulle leggi in vigore.

Secondo la corporazione, infatti, ciò che distingue un servizio di taxi da uno di noleggio è l'obbligo, per le vetture, di partire da un' autorimessa, mentre invece le vetture di Uber rimangono per strada, con conseguente vantaggio sui taxisti.

Al momento a livello istituzionale la situazione della compagnia è molto precaria e in discussione su più fronti: solo il tempo dirà se l'esperimento resterà tale o si trasformerà in un altro servizio disponibile per i cittadini.

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