Cervelli in fuga: vivere all'estero, la scelta di molti giovani italiani

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I giovani tra i 18 e i 34 anni che lasciano l'Italia sono sempre di più. Angelino Alfano li ha definiti "ambasciatori del nostro talento", ma in tanti vanno via per necessità.

Cervelli in fuga: vivere all'estero, la scelta di molti giovani italiani

In occasione della consegna dei premi sull'innovazione assegnati dal ministero degli Affari Esteri, il ministro Angelino Alfano ha definito i famosi cervelli in fuga "ambasciatori del nostro successo e del nostro talento". Secondo uno studio della Fondazione Migrantes, nel 2015 c'è stato un aumento degli espatri (+6,2%). A lasciare il Paese sono soprattutto i giovani tra i 18 e i 34 anni.

Tuttavia le storie di chi abbandona l'Italia in cerca di condizioni di vita migliori e di opportunità lavorative conformi ai propri studi, sono tante. E diverse tra loro.

Alessandra Caldana, 29enne di Vicenza, aveva trascorso un anno negli Usa per il progetto Overseas. Conseguita la laurea in giurisprudenza, aveva iniziato a lavorare per uno studio legale a Roma. Ma tra affitti alti, Partita Iva e ritmi di lavoro insostenibili, ha deciso di mollare tutto e cambiare vita. La sua fortuna è stata incontrare un avvocato che le ha detto: "Se hai voglia di imparare il diritto americano, vieni pure". Nell'aprile 2015 è andata in California e si è specializzata in diritto dell'immigrazione. Sogna di tornare in Italia per "restituire al nostro Paese tutto quello che mi ha dato in 25 anni", ha raccontato a Il Fatto Quotidiano.

Gaetano Serrano, 33 anni di Capodimonte (Napoli), da cinque vive in Spagna. Ha deciso di andarsene perché trovare un'occupazione stabile e regolare era impossibile. Gaetano ha fatto di tutto, spesso in nero, compreso lavorare in un call center. In Spagna ha creato la sua azienda, che sviluppa applicazioni di “realtà aumentata”. "Il modello Italia ti fa credere che il lavoro sia un lusso, mentre dovrebbe essere un diritto", ha raccontato a Il Fatto Quotidiano. Tornare in Italia? "La mia tomba sarà Napoli, ma prima di allora non tornerò più".

Ilario Cantiello, un napoletano di 31 anni, ha lasciato la sua terra per lavorare prima in Germania, poi in Inghilterra, dove oggi lavora per Airbus dal 2013. In tasca una laurea in ingegneria spaziale all'università di Napoli. "Ho capito che dovevo decidere se continuare a lottare contro i mulini a vento o andare via per realizzare i miei sogni", ha spiegato a Il Fatto Quotidiano. Tuttavia quando parla della sua battaglia, Ilario dice: "Il vero coraggio non ce l’ho io che mi sono trasferito all’estero, ma quelli che sono rimasti e lottano ogni giorno per rendere Caivano un posto migliore”.

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