AIDS, a che punto è la ricerca?

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L'Aids è forse la malattia che più di ogni altra ha ricevuto attenzione da parte dei ricercatori di tutto il mondo. Ecco le ultime 5 scoperte più importanti.

AIDS, a che punto è la ricerca?

Da quando è stata riconosciuta come patologia nel 1981, l'Aids è stata forse la malattia che più di ogni altra ha spinto i ricercatori di tutto il mondo a lavorare con rapidità per individuare una cura. La medicina ha fatto notevoli passi avanti sul rallentamento della replicazione del virus HIV, con la messa a punto della terapia antiretrovirale. Ma ad oggi non esiste una cura o un vaccino per l'AIDS. Tuttavia le ricerche e i successi nel campo medico si moltiplicano.

Ecco le ultime 5 scoperte più importanti su Hiv e Aids

  • Uno studio dell'Università di Trento, guidato da Massio Pizzato, pubblicato su Nature, ha scoperto una proteina presente sulla superficie delle cellule (Serinc5) che potrebbe giocare un ruolo chiave nella capacità dell'Hiv di causare l'Aids. La propagazione del virus nelle cellule umane dipenderebbe dall'abilità nell'eludere questa difesa natura finora sconosciuta. Serinc5 attaccherebbe il virus nel momento in cui inizia a replicarsi per diffondere l'infezione. La proteina li renderebbe incapaci di agire. L'Hiv contrasta la proteina con un'altra molecola, la Nef. "Non sono ancora chiari i meccanismi con cui Nef e Serinc5 interagiscono tra loro, ma studiandoli si potrebbe aprire la porta a nuove strategie per combattere l’infezione", ha spiegato Pizzato.
  • Grazie a una chiavetta Usb sarà possibile individuare tracce del virus nel sangue, anche stando a casa. Questo è il risultato dello studio dell'Imperial College di Londra, che ha progettato il dispositivo in grado di rilevare la presenza dell'Hiv con una sola goccia di sangue. Il risultato arriva entro 20,8 minuti. L'accuratezza del riscontro è del 95%.
  • I primi risultati di uno studio delle università di Oxford, Cambridge, Imperial College, University College London e King's College hanno rilevato la presenza di un paziente che potrebbe essere la prima persona al mondo ad essere completamente guarita dal virus dell'Hiv. Tuttavia i risultati potranno essere confermati solo fra qualche anno, alla fine della terapia, nel 2018.
  • Una delle ricerche più importanti è quella svolta dalla University of Adelaide e il Basil Hetzel Institute. Utilizzando un virus del comune raffreddore, hanno introdotto un vaccino basato sul Dna di alcuni topi di laboratorio, indirizzandolo su aree specifiche, in cui è più frequente trovare l'infezione da Hiv. Al controllo, il test ha ottenuto una "riduzione significativa" dei tassi di infezione nei topi. La speranza di un vaccino contro l'Hiv si fa più vicina.
  • Un gruppo di ricercatori del National Institutes of Health ha scoperto un anticorpo in un paziente positivo all'Hiv che neutralizza il 98% di tutti i ceppi HIV testati. L'anticorpo N6 è in grado di riconoscere il virus, anche quando questo si trasforma. "La scoperta e la caratterizzazione di questo anticorpo forniscono un nuovo importante vantaggio per lo sviluppo di strategie per prevenire e curare l’infezione da HIV", ha dichiarato Anthony S. Fauci del National Institute of Allergy and Infectious Diseases.
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