Cannabis medica: è partita la distribuzione in Italia

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La cannabis medica “di Stato” prodotta dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze ha iniziato ad essere distribuita in farmacia. Ecco quali sono i benefici della cannabis.

Cannabis medica: è partita la distribuzione in Italia

La notizia è fresca: in Italia è partita la distribuzione della cannabis medica “di Stato”. La prima a ricevere la cannabis prodotta dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, nel mese di gennaio 2017, è stata una farmacia di Vicenza, ma tutti i farmacisti possono farne richiesta.

Fino a poche settimane fa la situazione era diversa. La cannabis distribuita in farmacia a scopo terapeutico proveniva infatti dall'Olanda e il suo prezzo al consumo era decisamente superiore rispetto a quello della cannabis “di Stato”. La prima novità dovrebbe quindi riguardare il costo delle cure, un aspetto non trascurabile, dato che non è rimborsabile in tutte le Regioni ma solo in quelle che hanno emanato delle leggi sul tema: Puglia, Toscana, Liguria, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche, Abruzzo, Umbria, Sicilia, Basilicata, Emilia-Romagna, Piemonte e Campania.

Per quanto riguarda invece le indicazioni, per il momento non ne è stata ancora ufficialmente autorizzata nessuna: sono i medici a decidere quando è il caso di prescrivere la cannabis ad uso medico. Per farlo dovrebbero basarsi su informazioni fornite dal Ministero della Salute con una circolare datata 22 febbraio 2017.

La cannabis medica deve essere utilizzata come trattamento sintomatico in aggiunta alle terapie convenzionali nel caso in cui queste ultime abbiano scatenato effetti indesiderati o richiedano dosaggi che potrebbero causare degli effetti collaterali

Lo stesso Ministero della Salute sottolinea la necessità di aggiornare ogni 2 anno le prove scientifiche a sostegno dei benefici della cannabis terapeutica. Per il momento viene riconosciuta la possibilità di utilizzarla:

  • per ridurre il dolore associato alla sclerosi multipla e a lesioni del midollo spinale nel caso in cui le terapie convenzionali non siano efficaci;
  • per ridurre il dolore cronico (soprattutto quando la sua causa è un problema ai nervi) nel caso in cui i farmaci antinfiammatori non steroidei (i cosiddetti Fans), i cortisonici o gli oppioidi non siano efficaci;
  • per combattere la nausea e il vomito associati alla chemioterapia, alla radioterapia o alle terapie contro l'HIV nel caso in cui i trattamenti tradizionali non siano efficaci;
  • per stimolare l'appetito in caso di cachessia (uno stato di grave deperimento generale), anoressia (anche nervosa) e perdita di appetito associata a un tumore o all'AIDS nel caso in cui le terapie convenzionali non siano efficaci;
  • per abbassare la pressione in caso di glaucoma resistente alle terapie convenzionali;
  • per ridurre i movimenti involontari di viso e corpo associati alla sindrome di Gilles de la Tourette che non riescono ad essere controllati con i trattamenti standard.

I suoi benefici potrebbero però essere anche altri. Infatti alcune ricerche suggeriscono che potrebbe essere utile in caso di SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica), artrite reumatoide, malattia di Crohn, malattie infiammatorie intestinali ed epilessia; tuttavia, i loro risultati sono del tutto preliminari e i benefici della cannabis contro i sintomi di queste patologie dovranno essere confermati.

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Foto: © megaflopp – Fotolia.com
Fonti: Ministero della Salute; Istituto Superiore di Sanità; Wired; MedlinePlus 

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