Patologie e disturbi estivi: reazioni da contatto causate da meduse, tracine, ricci e coralli

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Laureanda in farmacia e divulgatrice scientifica
Silvia de Donno

Meduse, ricci, tracine e coralli: il mare è pieno di insidie. Ecco come far fronte alle cosiddette reazioni da contatto, dai sintomi alla cura vera e propria.

Estate non significa solo mare, sole e vacanze. Anche la stagione estiva, infatti, nasconde delle insidie. Oggi parliamo delle cosiddette reazioni da contatto causate da meduse, tracine, ricci e coralli. Le domande di coloro che si ritrovano a fronteggiare questi problemi sono sempre le stesse: cosa fare quando si viene punti da una medusa? Come eliminare una spina di riccio di mare dal piede?

È importante sapere come comportarsi in queste situazioni di emergenza dove il primo soccorso è spesso l'intervento più efficace! Vediamo insieme alcuni accorgimenti.

Medusa

Cos’è la medusa? E’ un animale planctonico, marino, appartenente al phylum degli Cnidari. Ha la forma di un polipo rovesciato: un corpo a forma di ombrello, al centro del quale si trova un lungo prolungamento su cui si apre la bocca. Il margine dell’ombrello è provvisto di tentacoli su cui sono situati degli organuli urticanti (nematocisti) contenenti delle tossine che vengono liberate nel momento in cui avviene il contatto con l’eventuale preda o il potenziale predatore.

Sintomi provocati dalla puntura di una medusa: i sintomi sono provocati dalle cellule urticanti che si trovano sui tentacoli e che quando vengono toccate, si estendono con dei filamenti che penetrano nella pelle, immettendo un miscuglio di tre proteine urticanti, paralizzanti e neurotossiche. In parole più semplici è come se la nostra pelle si ustionasse! Gli effetti durano da qualche ora a molti giorni in base alla reazione della cute e al tipo di medusa.

Si avvertono sintomi primari:

  • Bruciore
  • Prurito
  • Arrossamento della pelle
  • Comparsa di piccoli rilievi sulla superficie della pelle.

Sintomi secondari (complicanze):

  • Sdorazione
  • Confusione
  • Vertigini
  • Difficoltà nella respirazione
  • Mal di testa, nausea, vomito
  • Eruzione cutanea che si diffonde in tutto il corpo.

Soprattutto in presenza dei sintomi secondari è necessario chiamare il 118, perché c’è il rischio di incorrere in uno shock anafilattico.

Cosa fare dopo una puntura di medusa

  • Niente movimenti scomposti in acqua dopo essere stati punti;
  • Lava la parte colpita con acqua di mare, in modo da diluire la tossina non ancora penetrata. Evita l’acqua dolce perché potrebbe favorire la rottura delle nematocisti (strutture urticanti che le meduse usano per difendersi) rimaste sulla pelle.
  • Pulisci la pelle dai filamenti residui. Per rimuoverli, usa una tessera di plastica rigida, come bancomat o carta di credito, oppure un coltello usato di piatto (non dalla parte della lama).
  • Applica un gel astringente al cloruro d’alluminio, meglio se a una concentrazione del 5%: serve a lenire il prurito e a bloccare la diffusione delle tossine. Lo trovi in farmacia.
  • Vai al pronto soccorso o chiama il 118 se ti accorgi che subentrano delle complicazioni

Cosa NON fare dopo una puntura di medusa

  • Non strofinare la zona colpita con sabbia
  • Lascia perdere i rimedi della nonna, come ammoniaca, urina, aceto, alcol (ammoniaca e urina, infatti, potrebbero ulteriormente infiammare la parte colpita)
  • Non grattarsi, anche se è la prima reazione istintiva (se lo fai rompi le eventuali nematocisti residue, liberando ulteriore veleno)
  • Se la reazione è localizzata, fai a meno delle creme al cortisone o contenenti antistaminico: sono inutili perché entrano in azione solo dopo circa 30 minuti dall’applicazione e cioè quando la reazione è già naturalmente esaurita.
  • Niente sole per qualche giorno sulla parte colpita.

Tracina o pesce ragno

Cos’è la tracina? La famiglia “Trachinidae” comprende 9 specie di pesci d'acqua salata, conosciuti comunemente come tracine o pesci ragno. Sono pesci che vivono soprattutto nei fondali sabbiosi e che possiedono degli aculei velenosi localizzati soprattutto sulla pinna dorsale e vicino le branchie. Essendo un predatore, si nasconde sotto la sabbia mimetizzandosi in cerca di una preda da “acchiappare”, dunque può capitare di schiacciarla senza accorgersene durante una passeggiata in acqua.

Sintomi della puntira da tracina

  • Il dolore della puntura è molto intenso e forte e provoca
  • Nausea
  • Vomito
  • Vertigini
  • Abbassamento della pressione
  • Raramente anche perdita della conoscenza

Successivamente nella zona interessata, generalmente il piede, compare un rigonfiamento e una lesione circoscritta.

Cosa fare in caso di puntura di tracina

  • Uscire dall’acqua
  • Lavare e disinfettare la cute nella zona colpita
  • Asportare eventuali spine
  • Immergere la parte colpita in acqua dolce molto calda per circa un’ora, se non si ha dell’acqua dolce a disposizione coprire la parte colpita con la sabbia calda
  • È consigliabile la profilassi antitetanica da eseguire in pronto soccorso o dal proprio medico

Cosa NON fare in caso di puntura di tracina

  • Utilizzare ghiaccio o sostanze refrigeranti
  • Utilizzare ammoniaca

Riccio di mare: le spine

Foto © Valdas - Fotolia.com

Cos’è il riccio di mare? Definiti anche Echinoidea, i ricci di mare sono animali marini il cui corpo è rivestito da un esoscheletro rigido provvisto di aculei mobili che servono per la locomozione e per la difesa, che vivono comunemente nei fondali marini e ben noti ai frequentatori di spiagge rocciose. Per il 95% la spina di riccio è fatta di minerale (carbonato di calcio e di magnesio e silicio e dunque non visibile ai raggi X), per il 5% di materiale organico contenente un veleno ricco di tossine neurotossiche e cardiotossiche, responsabile della puntura.

Sintomi della puntura di riccio di mare
Il dolore all’inizio della puntura è lieve, poi incrementa gradualmente, sino a durare diverse ore, anche giorni, se parte della spina resta inserita sulla ferita. La puntura, inoltre, provoca:

  • Gonfiore ed arrossamento cutaneo
  • Formazione di papule, pustole, noduli, granulomi o reazioni allergiche anche violente (eritema, angioedema, shock anafilattico)

Cosa fare in caso di puntura di riccio di mare
La lesione guarisce rapidamente ma nel caso in cui subentri un’infezione è necessario ricorrere ad una terapia antibiotica.

Prevenzione
Quando si cammina sulla spiaggia o sugli scogli e quando si entra in acqua per concedersi un piacevole bagno, può essere utile calzare scarpe di gomma.

Corallo di mare: il taglio

Cos’è il corallo? Il corallo è costituito da piccoli polipi che formano, alla base del proprio corpo molle, uno scheletro di carbonato di calcio con funzione protettiva e di sostegno. I polipi crescono uno accanto all’altro, in modo che le secrezioni di calcare si fondono tra loro e si stratificano, arrivando a formare le barriere coralline. Il loro scheletro calcareo esterno può essere molto tagliente. Questi tagli, apparentemente piccoli e innocui, si possono facilmente infettare perché all’interno delle ferite si possono rapidamente insinuare proteine animali e materiale calcareo depositato sui coralli oppure altri agenti patogeni presenti nell’acqua.

Sintomi di una ferita da corallo
Le ferite da corallo si riconoscono facilmente perché la pelle si infiamma e diventa rossa e gonfia, se la ferita si infetta la piaga può anche diventare purulenta e con secrezione pustolosa. Se la zona di rossore si espande è importante fare subito un controllo medico perché probabilmente la ferita si è infettata. In particolare se le striature rosse si espandono verso l’alto e si formano delle bolle secernenti pus, soprattutto in persone con patologie che compromettono il sistema immunitario o dedite all’assunzione di alcool, è fondamentale rivolgersi immediatamente al medico.

Cosa fare in caso di taglio da corallo

  • Detergere la ferita con acqua salata e sapone da sciacquare poi con acqua dolce
  • In caso di ferite urticanti, sciacquare con aceto o alcool isopropilico per cercare di ridurre l’effetto di eventuali tossine irritanti
  • Per tagli di corallo non urticanti o abrasioni invece è sufficiente lavare la ferita o l’abrasione una miscela fatta per il 50% di acqua e per il 50% di acqua ossigenata per rimuovere la polvere di corallo e poi sciacquare con acqua dolce
  • Dopo il lavaggio della ferita, quando la lesione da corallo è chiusa e non infetta, è possibile utilizzare una pomata cortisonica (come Diprosone, Elocon) per alleviare il prurito per un breve periodo di tempo (alcuni giorni)

Foto © travelview - Fotolia.com

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