Prevenzione
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Papilloma Virus: vi racconto la mia esperienza

Nel 2022 Valentina ha scoperto, dopo un check di routine, di aver contratto l'HPV. Ceppo 16, che  insieme al genotipo 18 è responsabile del 70% dei tumori alla cervice uterina. Ci racconta il suo percorso.

Nel 2022 Valentina ha scoperto, dopo un check di routine, di aver contratto l'HPV. Ceppo 16, che  insieme al genotipo 18 è responsabile del 70% dei tumori alla cervice uterina. Ci racconta il suo percorso.

Mi chiamo Valentina e ho il Papilloma Virus. O forse avevo, non lo so… Sono in attesa dell’esito del controllo eseguito ieri, a sei mesi e tre giorni dall’intervento di laserconizzazione e laservaporizzazione. 

Ma procediamo con ordine. 

Intanto mi scuso per questa apertura in stile “terapia di gruppo” da film americano. Ho pensato tanto a come iniziare quest’articolo, ma per me è il più difficile mai scritto nonostante io di lavoro mi occupi (anche) di scrittura. I dubbi erano davvero tanti, ma alla fine ho pensato di andare dritta al punto con semplicità. Perché è vero che questa è la mia testimonianza, ma può essere anche quella di Roberta, Chiara, Francesca e di chiunque altra stia camminando su questo percorso incerto che è quello legato al Papilloma Virus, anche noto come HPV.

Prima di continuare, però, voglio ribadire che non sono un medico. Come ho scritto, nella vita mi occupo di tutt’altro. Questa è semplicemente una storia, la mia, che può assimilarsi a quella di tante donne e, allo stesso tempo, essere completamente diversa da quella di tante altre. 
Lo scopo di questo racconto è di ricordare quanto la prevenzione sia importante, ma anche quello di farti capire, se anche tu stai vivendo questa esperienza, che non siamo malate e che l’HPV non deve essere una spada di Damocle che ci impedisce di andare avanti con la nostra vita. Non deve essere motivo di vergogna, tanto che le statistiche affermano che il 75% delle donne l’ha contratto almeno una volta nella vita.

Il mio rapporto con il Papilloma Virus

Sono entrata in contatto con le parole “Papilloma virus” per la prima volta nel 2022. Non che non ne avessi mai sentito parlare: da quando avevo 20 anni ho sempre fatto il Pap test una volta all’anno, nonostante le linee guida pubblicate dal Ministero della Salute dichiarino come sufficiente un intervallo di tre anni tra un controllo e l’altro. 
Allo stesso tempo, quello che sapevo sul Papilloma virus era davvero poca roba. Oggi le adolescenti sono preparate e informate, ma a noi Millennials mica le spiegavano certe cose. Infatti, nonostante il vaccino sia stato introdotto nel 2006, l’informazione a riguardo, almeno nella mia cerchia di conoscenze e luoghi frequentati, è sempre stata scarsa. Eppure ho iniziato a prendere la pillola quando avevo 17 anni, ovvero nel 2004. Da allora una volta all’anno mi sono sempre recata dal ginecologo, e ne ho cambiati diversi, ma nessuno mi ha mai parlato di HPV.
Quindi, come dicevo, la mia conoscenza era abbastanza limitata. Le informazioni non erano mai arrivate da me, ma allo stesso tempo io non ero mai andata a cercarle. Almeno fino al 2022, appunto. 

La scoperta dell’HPV

Era aprile e l’ultimo Pap test eseguito risaliva al luglio del 2020. Nel 2021, non chiedermi come mai, ho saltato il mio check di routine. Comunque sia perché preoccuparsi? Le linee guida parlano di tre anni e sono io che sono sempre stata fin troppo scrupolosa. Infatti, sono andata al mio appuntamento tranquilla e serena, senza particolari dubbi.
Un mese dopo il responso: ASCUS. 
Il mio ginecologo mi diceva di stare tranquilla, che poteva essere un falso positivo, dato che i miei Pap test erano sempre stati perfetti. Comunque sia, per controllo facciamo il DNA HPV test. Era maggio e dopo circa un mesetto arriva il risultato: ho il Papilloma virus, ma non un ceppo qualunque. Ho l’HPV 16 che, insieme al genotipo 18, è responsabile del 70% dei tumori alla cervice uterina.
Dopo la colposcopia con biopsia si scopre che questo maledetto HPV mi ha causato una lesione pretumorale di alto grado, carcinoma in situ, CINIII. Qui la crisi definitiva. Continuavo a fare ricerche su Internet, numeri e statistiche, testimonianze e articoli, ma non era mai abbastanza. Facevo fatica a lavorare e a vivere la mia vita normalmente. Su consiglio del mio ginecologo mi sono subito rivolta allo IEO, dove ho incontrato delle dottoresse di un’umanità incredibile che mi hanno spiegato cos’è esattamente l’HPV e quali sarebbero stati gli step successivi da affrontare.

Una lesione pretumorale non è un tumore

Questa è la prima cosa da sapere. Un CINIII, per quanto non sia una condizione da sottovalutare e sulla quale è necessario intervenire il prima possibile, non è un tumore. Rientra ancora nel settore di ginecologia preventiva e la lesione può essere eliminata con un intervento chiamato conizzazione. Questa operazione viene fatta generalmente in day hospital e in anestesia locale. Dura una mezz’oretta (così mi hanno detto, io ero troppo agitata per rendermi conto di qualsiasi cosa) e dopo qualche ora sotto controllo si è libere di tornare a casa.

È un’operazione dolorosa?
No, se parliamo dal punto di vista fisico. Sì, almeno secondo la mia esperienza, a livello psicologico.

Cosa succede dopo l’operazione?
Nulla, bisogna evitare sforzi fisici eccessivi, bagni e rapporti sessuali fino a una completa cicatrizzazione della zona. Dopodiché si può riprendere la vita di tutti i giorni.

È facile riprendere a vivere normalmente?
Per me non lo è stato e nelle mie ricerche ossessive ho letto tantissime testimonianze di donne nella mia stessa condizione. Ho quindi capito che da sola non potevo farcela. Ho ricontattato la mia psicologa, con la quale avevo già fatto un percorso in passato dedicato agli attacchi di panico, e abbiamo affrontato tutto step dopo step, compresa la ripresa della vita sessuale con mio marito (che ovviamente aveva subito una battuta di arresto). Nel frattempo, sono andata da una nutrizionista per imparare a mangiare bene, mi sono iscritta in palestra, ho iniziato il ciclo vaccinale e sul lavoro ho lasciato ciò che mi faceva stare male. Insomma, ho lavorato sul mio stile di vita.
Oggi sono una persona molto diversa da quella che ero un anno fa. Questo maledetto HPV è stato maledetto, appunto, ma ha anche rappresentato per me un punto di svolta che mi ha portato a fare un lavoro enorme su me stessa. Infatti, anche il controllo con Pap test e HPV test eseguito a sei mesi dall’operazione lo sto vivendo in maniera differente rispetto al passato, senza ansie e ossessioni.

Ho paura del risultato?
Sì, sarei una bugiarda a dire di non avere paura. Sto però cercando di non farmi condizionare e se ci sarà una recidiva la affronterò, come ho già affrontato tutto la prima volta. 

Possiamo combattere il Papilloma virus?
Il Papilloma virus è diffusissimo e solitamente si risolve in maniera completamente spontanea. Non comporta malattie ed è solo eccezionalmente che si possono sviluppare anomalie cellulari o un tumore alla cervice uterina. Quello che possiamo fare è effettuare i controlli con regolarità, ovvero Pap test e HPV test, e il ciclo con vaccino nonavalente, in grado di offrire prevenzione rispetto a nove ceppi di questo insidioso virus, con una copertura fino al 90%. Per informazioni più precise, il consiglio è sempre quello di rivolgersi a un medico ginecologo e / o a strutture specializzate in prevenzione.

Se stai vivendo questo percorso, spero che questa mia testimonianza ti abbia aiutato a sentirti meno sola. Non lo sei, ma è importante ricordare che si può affrontare… Un passo alla volta e con la forza che ci contraddistingue da sempre.

Valentina