Diabete ko con la dieta mediterranea

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La dieta mediterranea aiuta a prevenire il diabete e la protezione è maggiore se si riduce il carico glicemico. Ecco lo studio che lo dimostra.

Il diabete è un problema per circa 3 milioni di italiani.

Il rischio di sviluppare la forma di tipo 2 (o diabete mellito), la cui comparsa è associata alla resistenza all'azione dell'insulina o all'incapacità da parte del pancreas di sintetizzare questo ormone, può essere ridotto attraverso corretti stili di vita.

Da questo punto di vista anche l'alimentazione gioca un ruolo fondamentale.

Una ricerca pubblicata sulla rivista Diabetologia dai ricercatori dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” di Milano e dell'Università di Atene ha dimostrato che la dieta mediterranea e un'alimentazione caratterizzata da un basso carico glicemico aiuta a proteggersi dal diabete di tipo 2

I ricercatori hanno classificato gli oltre 22 mila individui coinvolti nello studio in base all'aderenza ai principi della dieta mediterranea e al consumo di carboidrati utilizzabili dall'organismo (il cosiddetto carico glicemico).

E' stato così scoperto che il diabete è meno frequente fra le persone che seguono le regole della dieta mediterranea, mentre la sua incidenza aumenta del 21% fra gli individui che seguono un'alimentazione caratterizzata da un elevato carico glicemico.

Un'alimentazione con le caratteristiche della dieta mediterranea e, allo stesso tempo, a basso carico glicemico riduce del 20% la probabilità di sviluppare il diabete di tipo 2

Le spiegazioni di questo fenomeno non sono però ancora chiare.

Secondo i ricercatori l'arma contro il diabete della dieta mediterranea potrebbe essere l'olio d'oliva, ricco di grassi monoinsaturi.

In effetti studi precedenti suggeriscono che sostituire i grassi saturi e i grassi trans con quelli insaturi può migliorare la sensibilità all'insulina e, quindi, ridurre il diabete di tipo 2.

Tuttavia, i risultati di altre ricerche hanno dato risultati contrastanti.

Per quanto riguarda invece i carboidrati, i ricercatori spiegano che “una dieta ad alto indice glicemico porta ad un rapido aumento dei livelli di glucosio e di insulina nel sangue. La richiesta cronicamente elevata di insulina può addirittura tradursi in un danno alle cellule beta del pancreas e, di conseguenza, alla compromissione della tolleranza al glucosio e ad un aumento della resistenza all'insulina, che è un predittore del diabete”.

Un carico glicemico alimentare elevato” aggiungono gli autori “è stato anche associato negativamente al controllo glicemico nelle persone con diabete”.

Per tutti questi motivi una dieta povera di carboidrati utilizzabili dall'organismo può aiutare a contrastare l'insorgenza del diabete di tipo 2.


Foto: © olyina - Fotolia.com
Fonte: Science Daily

Il carico glicemico misura l'impatto di un pasto a base di carboidrati sui livelli di glucosio nel sangue. Per calcolarlo è necessario moltiplicare l'indice glicemico dell'alimento per la quantità di carboidrati che contiene e dividere il risultato per 100. 

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