Caffeina, attenzione alla dipendenza

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La caffeina contenuta nel caffè e in altri cibi e bevande non provoca solo insonnia. Scopri come evitare la dipendenza!

Quello con la caffeina rappresenta per molti un appuntamento irrinunciabile della giornata.

Per qualcuno è l'unico strumento per svegliarsi completamente al mattino, per altri è l'aiuto che consente di rimanere svegli dopo pranzo.

Per altri ancora, però, i suoi effetti energizzanti sono tali da compromettere il buon sonno e bere anche solo una tazzina di caffè nel pomeriggio rischia di fare passare notti insonni.

Un aspetto cui si presta meno attenzione è quello di una possibile dipendenza.

La caffeina agisce sul cervello e secondo una recente analisi pubblicata sul Journal of Caffeine Research può creare vere e proprie forme di dipendenza

I ricercatori hanno anche un nome per questa dipendenza: “disturbo da uso di caffeina”.

I suoi sintomi sono stati codificati da Laura Juliano, psicologa dell'American University di Washington, insieme ai colleghi dell'Università del Vermont di Burlington e della School of Medicine della Johns Hopkins University di Baltimora analizzando i risultati degli studi pubblicati nella letteratura scientifica.

Secondo Juliano “spesso gli effetti negativi della caffeina non vengono riconosciuti come tali perché si tratta di una droga socialmente accettabile e largamente utilizzata che è ben integrata nelle nostre abitudini e nelle nostre routine”.

Mentre molte persone possono assumere caffeina senza pericoli, in alcune produce effetti negativi, dipendenza fisica, interferisce con le attività quotidiane e può essere difficile da abbandonare, tutti segnali di un utilizzo problematico”.

Fra i professionisti e, allo stesso modo, fra i non addetti ai lavori c'è la convinzione sbagliata che non sia difficile smettere con la caffeina. Tuttavia, negli studi di popolazione, più del 50% dei consumatori regolari di caffeina dichiarano di avere difficoltà a smettere o a ridurre l'uso di caffeina”.

Come fare per evitare il problema?

  • Chi non soffre di particolari problemi di salute e le donne che non aspettano un bambino dovrebbero evitare di superare i 400 mg al giorno
  • Durante la gravidanza e quando si ha a che fare con ansia, insonnia, pressione alta, problemi cardiaci o incontinenza urinaria bisogna mantenersi al di sotto dei 200 mg al giorno

Tenere il conto di quanta caffeina si assume quotidianamente potrebbe però risultare più complicato del previsto.

I livelli presenti in una tazzina di caffè, ad esempio, dipendono dalla miscela utilizzata, da quanto caffè si usa e dal metodo di preparazione.

  • Un caffè espresso contiene in media 80 mg di caffeina
  • Un caffè preparato con la moka può contenerne dai 60 ai 120 mg
  • Una tazza di caffè solubile ne può apportare dai 60 agli 80 mg
  • 100 ml di caffè americano ne contengono da 95 a 125 mg

La caffeina non si nasconde però solo nel caffè. Anche alcune bibite gassate tipo cola, molti energy drink, il guaranà, il e persino il cacao e il cioccolato ne contengono buone quantità.

Per valutare il proprio consumo giornaliero non bisogna dimenticare nessuna di queste possibili fonti.


Foto: © amenic181 - Fotolia.com
Fonte: EurekAlert!

Chi ama il caffè ma vuole rinunciare alla caffeina, può convertirsi al decaffeinato. Secondo la normativa attuale i caffè che si definiscono decaffeinati non devono contenere una quantità di caffeina superiore allo 0,1%.

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