Diabete, i programmi educativi migliorano la qualità della vita

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Il diabete è una patologia in crescita. Scopri come gestirla al meglio grazie a programmi educativi dedicati! 

In Italia sono circa 3 milioni le persone con diabete di tipo 2 diagnosticato. A questa cifra si deve aggiungere 1 milione di individui che, secondo le stime, soffrirebbero di questo disturbo senza saperlo e i circa 5 mila pazienti che ogni anno scoprono di essere affetti da diabete di tipo 1.

Per tutte queste persone sapere come gestire la malattia è fondamentale per proteggere la salute e garantire una buona qualità di vita.

Purtroppo però sono ancora molti i pazienti che non vengono coinvolti in programmi educativi che insegnino a controllare e gestire il diabete.

Anche se la partecipazione a programmi educativi aiuta ad evitare disagi psicosociali e ad essere autonomi nel controllo della malattia, solo 1 persona su 2 con diabete e il 23% dei loro famigliari hanno avuto modo di essere coinvolti in iniziative di questo tipo

A svelarlo è la ricerca internazionale Dawn2 (Diabetes Attitudes Wishes and Needs), realizzata da International Diabetes Federation (IDF), International Alliance of Patients’ Organizations (IAPO), Steno Diabetes Center, con il contributo non condizionato di Novo Nordisk, presentata in occasione del 5° International Dawn Summit tenutosi il 7 e 8 aprile a Noordwijk, nei Paesi Bassi.

Lo studio Dawn2 ha analizzato le opinioni di più di 15 mila tra pazienti diabetici, loro familiari e operatori sanitari (medici, infermieri, dietisti) in 17 Paesi, Italia inclusa.

Ne è emerso che anche 3 su 4 tra i familiari dei pazienti con diabete, che se coinvolti svolgono un ruolo fondamentale nella gestione corretta della malattia, riconoscono che partecipare a programmi educatici è utile sia per conoscere meglio la malattia con cui hanno a che fare i loro congiunti, sia per poter offrire loro un miglior aiuto.

I dati italiani sono in linea con quelli degli altri paesi coinvolti nella ricerca” spiega Antonio Nicolucci, responsabile del Dipartimento di Farmacologia Clinica ed Epidemiologia della Fondazione Mario Negri Sud, che ha elaborato i dati raccolti nel corso dello studio. “Infatti, anche nel nostro paese solo la metà delle persone con diabete e il 20% dei familiari dichiarano di essere stati coinvolti in attività educative inerenti la malattia”.

Se partiamo dal presupposto che una migliore gestione del diabete deve partire dalla persona stessa”, aggiunge Nicolucci, “bisogna riconoscere che anche nel nostro paese è necessario fare qualcosa”.

Le persone con diabete hanno bisogno di sostegno e formazione per poter avere un ruolo centrale nella cura della propria malattia” aggiunge Massimo Massi Benedetti, presidente del Comitato scientifico DAWN Italia e già Presidente IDF Europa. “Anche il coinvolgimento delle loro famiglie e degli operatori sanitari è indispensabile per una migliore gestione del diabete”.

Il peso di questa malattia è destinato a crescere per questo porre la persona con diabete al centro del sistema di cura e assistenza è diventata una priorità globale urgente”.

E' nostro dovere di professionisti della salute”, conclude Massi Benedetti “impegnarci, insieme ai decisori politici di tutto il mondo, al fine di rendere la cura del diabete incentrata sulla persona una realtà e migliorare la qualità di vita di milioni di persone”.


Foto: © picsfive - Fotolia.com 

Una patologia in crescita

 Il diabete di tipo 1 può essere considerata una patologia rara, ma accanto ad essa ci sono i sempre più numerosi casi di diabete di tipo 2. Secondo le stime nel 2035 nel mondo 1 persona su 10 sarà affetta da diabete.

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