Artrosi al ginocchio, i vantaggi della chirurgia computer assistita

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Sempre più giovani devono operarsi al ginocchio a causa dell'artrosi. Scopri perché scegliere la chirurgia computer assistita!

In Italia l'artrosi al ginocchio è un problema per circa 2,6 milioni di persone.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare questa progressiva degenerazione delle cartilagini dell'articolazione non è sempre una conseguenza dell'invecchiamento e anche i giovani possono soffrirne.

Proprio i pazienti più giovani desiderano poter condurre una vita attiva e sportiva anche quando la situazione richiede un intervento chirurgico.

Oggi la chirurgia computer assistita permette di impiantare attraverso un approccio mini-invasivo protesi pensate per durare tutta la vita e di evitare le revisioni degli impianti altrimenti richieste a distanza di anni dall'intervento

In Italia il primo a utilizzare la chirurgia computer assistita in ortopedia è stato Norberto Confalonieri, presidente dell’Associazione Internazionale di Chirurgia ortopedica Computer e Robot Assistita (C.A.O.S.).

La prima operazione di impianto di mini-protesi compartimentali al ginocchio utilizzando un software messo a punto dallo stesso Confalonieri sarà presentata alla seconda edizione del congresso internazionale “Small Implants in knee reconstruction” di Bruxelles.

Confalonieri spiega che questa metodica si contrappone a quella incentrata sulla riduzione dell'incisione cutanea necessaria per l'impianto di una protesi totale, proveniente dagli Stati Uniti e molto diffusa anche in Italia.

"Noi invece da sempre riteniamo che la vera mini-invasività consista nell’impianto di protesi più piccole, parziali, compartimentali, a salvataggio dei due legamenti crociati del ginocchio, fulcro della biomeccanica articolare", sottolinea l'esperto.

In passato questo approccio ha incontrato resistenze dovute alla convinzione che le protesi parziali non presentassero molte indicazioni e fossero difficili da impiantare.

"La nostra risposta è sempre stata precisa", racconta l'esperto, precisando: "è vero il contrario, si sono sempre impiantate protesi totali in ginocchia che avrebbero richiesto una protesi parziale".

Secondo Confalonieri le protesi piccole sono indicate almeno per il 30% dei pazienti, inclusi quelli di età più avanzata. "Per via di una minor richiesta funzionale, anche con un crociato anteriore insufficiente, possiamo dare indicazione per un impianto compartimentale".

Nei casi - la maggioranza - in cui il ginocchio non è completamente distrutto e privo dei crociati, com'è quello dei pazienti più giovani, scegliere questo tipo di intervento permette di rispondere all'esigenza di una veloce ripresa funzionale, con una motilità completa del ginocchio e una prospettiva di revisione a distanza.

"Se si parte da una protesi totale, magari a sacrificio di entrambi i crociati", conclude infatti l'esperto "il paziente avrà, di certo, un futuro complicato di revisioni e re-revisioni, sempre più invasive e con una sempre minor quantità d’osso preservata".

Foto © Dirima - Fotolia.com

Obesità, attenzione al rischio di artrosi

L'obesità porta all'artrosi al ginocchio in 2 casi su 3. Non solo, se fra i normopeso il rischio di artrosi è del 35%, aumenta al 60% fra chi, dopo aver compiuto 18 anni, ingrassa fino al sovrappeso.

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