“Se ti amo perdo il controllo”: come combattere le "paturnie"

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Incastrarsi tra le paure e raccontarsela per paura dell’amore: ecco in cosa consiste una paturnia

Complicarsela anche quando è semplice. Vedere le cose per ciò che non sono: anteporre la paura alla fiducia, il controllo all’amore. A volte avvertiamo dentro di noi questa urgenza. E prontamente, rispondiamo, raccontandocela.

“Lui non mi ama come lo amo io”. “Se amo perdo il controllo”. “Non so come lasciarlo e sto male”. “So che mi lascerà e sto già male”. “Non mi scrive da mezza giornata: non mi vuole più”.

Le vocine di una paturnia sono molteplici. La paturnia è una preoccupazione evanescente: una complicanza psicologica ed emotiva temporanea. La creiamo con uno spunto dell’altro e poi la alimentiamo da sole.

La verità è spesso nel suo riflesso. Per esempio: non è l'amore che "mi fa perdere il controllo”, è la mania del controllo che "mi fa perdere l'amore".

La difficoltà sta nell’uscirne, ritornando a sé. Quando siamo in balia delle vocine da paturnia non vediamo chiaramente i nostri sentimenti, né quelli dell’altro. Confondiamo le emozioni, costruiamo muri in intimità, ci allontaniamo appena l’altro si avvicina, siamo terrorizzate all’idea di essere ferite.

Trovare qualcuno o qualcosa che riporti con i piedi per terra sarà fondamentale.

Dall’amica che ti dice “smettila di pensare troppo!” alla camminata di 30 minuti per scaricare la tensione (e ricaricarti di energia nuova). Dalla meditazione fino a un supporto personale di un esterno - un counselor, uno psicologo, uno psicoterapeuta - se la paturnia non passa e l’accavallarsi di pensieri aumenta.

Foto @ STUDIO GRAND OUEST | Fotolia.com

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