Donare il cordone ombelicale: tutto quello che c'è da sapere

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Nel cordone ombelicale sono conservate le cellule staminali, una riserva preziosa per la cura di diverse malattie. 

Da anni ormai si sente parlare di donazione o conservazione del cordone ombelicale.

Nonostante i numerosi progressi compiuti dalla ricerca, tuttavia, la questione solleva dubbi e perplessità, specie nei futuri genitori che ricevono spesso informazioni confuse e poco chiare.

Prima di tutto: a che scopo è bene donare o conservare il cordone ombelicale?

Nel sangue del cordone ombelicale si trovano cellule staminali che rappresentano una risorsa preziosa nella cura di diverse malattie.

Le cellule staminali contenute del cordone ombelicale, se opportunamente conservate, permettono infatti di curare malattie del sangue e del sistema immunitario.


Proprio per questo sono nate diverse campagne di sensibilizzazione per incentivare le future mamme a donare il sangue contenuto nel cordone, al momento del parto.

Sostanzialmente le possibilità offerte ai futuri genitori sono due: mamma e papà possono decidere di donare a banche pubbliche il sangue del cordone ombelicale e renderlo in questo modo disponibile per tutti, a scopo solidale, oppure di conservarlo in banche private per un eventuale, futuro uso personale.

La donazione a banche pubbliche non prevede alcun costo e nessun pericolo per la salute di mamma e bambino: è sufficiente che i genitori firmino e compilino un modulo per la donazione al consenso, in genere fornito dall'ospedale in cui intendono partorire, e che la mamma si sottoponga a degli esami del sangue gratuiti che attestino l'idoneità alla donazione.

Tuttavia è bene ricordare che non tutte le strutture sanitarie offrono questo tipo di servizio ed è dunque necessario informarsi prima del momento del parto. 

Per conoscere i punti di raccolta è possbile consultare il sito www.centronazionalesangue.it

La conservazione ad uso esclusivo presso banche private, invece, ha un costo che in genere si aggira intorno ai 2000 Euro: attraverso questa formula, le cellule staminali vengono conservate e utilizzate in caso di necessità solo dai famigliari del bambino.

Tuttavia è bene tenere presente che la conservazione delle cellule staminali non garantisce la loro effettiva possibilità di impiego in futuro.

Le staminali del cordone infatti, spesso non sono sufficienti per un trapianto. Non solo, nel caso di malattie come la leucemia, in genere si sconsiglia il trapianto di cellule staminali provenienti dal bambino stesso perchè potrebbero contenere già in sé elementi di fragilità.

In Italia è concesso conservare gratuitamente le cellule del cordone ombelicale ad uso personale solo se sussistono determinati requisiti, ovvero quando il nascituro o un suo consanguineo presenta, o al momento del parto o in epoca pregressa, una patologia per la quale il trapianto di cellule staminali emopoietiche è clinicamente valido oppure quando nella famiglia c’è il rischio di una malattia geneticamente trasmissibile a futuri figli per la quale il trapianto è una pratica scientificamente appropriata (Fonte: trapianti.salute.gov.it).

Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito del Ministero della Salute dedicato ai trapianti: www.salute.gov.it

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