Come partorire con il gas esilarante

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Il protossido d'azoto, conosciuto come gas esilarante, può essere utilizzato durante il parto per alleviare il dolore. Ecco come agisce.

Tra le metodiche utilizzate per alleviare i dolori del parto si parla quasi sempre di epidurale. Eppure esistono diverse alternative che, pur non garantendo la stessa efficacia, possono comunque dare sollievo alla futura mamma durante il momento del travaglio.

Una di queste è l’impiego del protossido d’azoto, comunemente conosciuto come gas esilarante: questa sostanza si è infatti rivelata un ottimo anestetico con effetto ansiolitico, analgesico ed euforizzante, tanto da essere utilizzata da tantissimo tempo in medicina generale.

Pionieri nell’applicazione di questa metodica alla sfera del parto e del travaglio, sono stati paesi come l’Inghilterra, l’Australia e l’America: da qualche anno l’impiego del protossido d’azoto è approdato finalmente anche nelle sale parto di diversi ospedali italiani.

Come funziona il parto con gas esilarante?

Durante la fase del travaglio attivo, viene somministrata alla partoriente una miscela composta da 50% di protossido d’azoto e 50% di ossigeno, attraverso una semplice mascherina che non comporta alcun rischio di dispersione della sostanza nell’ambiente, così da non inficiare il lavoro degli operatori medici presenti.

Possiamo parlare in realtà di auto-somministrazione perché la mascherina è attaccata ad un apparecchio  dotato di una valvola che rilascia il gas solo nel moneto in cui la paziente inspira

In questo modo è dunque la futura mamma a stabilire quando e quanto inalare la sostanza.

I vantaggi del parto con gas esilarante sono diversi:

  1.  Si tratta di un metodo non invasivo, che non richiede quindi nessun tipo di visita preliminare da parte della paziente
  2.  L’impiego del gas esilarante non comporta rischi per il piccolo perché la sostanza non entra in alcun modo nella circolazione sanguigna della mamma
  3. Oltre ad attutire la sensazione di dolore, il gas procura alla mamma uno stato di leggera euforia perché stimola la produzione delle endorfine, ovvero degli ormoni responsabili degli stati di piacere e benessere. In questo senso può quindi essere un valido supporto per gestire al meglio l’ansia del parto
  4. Inalando il protossido d’azoto la partoriente resta assolutamente attiva e consapevole del proprio corpo, così da poter partecipare consapevolmente alle diverse fasi del parto.

Bisogna però ricordare che, come accennato, l’efficacia analgesica del gas esilarante è inferiore rispetto a quella dell’epidurale e inoltre sembra variare sensibilmente da donna a donna: per alcune può essere davvero uno strumento utile per ridurre i dolori, specie nel caso di un travaglio molto lungo, mentre per altre l’effetto può rivelarsi piuttosto scarso.

La pratica del parto con protossido d’azoto, inoltre, richiede costi piuttosto elevati, per questo non tutti gli ospedali offrono alle future mamme questo tipo di servizio.

Foto © Olesia Bilkei - Fotolia.com 

Se sei in dolce attesa chiedi informazioni presso l'ospedale che hai scelto per il parto: potrai sapere quali sistemi di analgesia mette a disposizione durante il travaglio.

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